Gli equilibri geopolitici dell’Europa Orientale nell’era Trump

Il quadrante geopolitico dell’Europa Orientale in questi ultimi mesi è stato attraversato da un aumento della tensione determinato da varie issues, da alterazioni degli equilibri politici regionali, da accenni di escalation militari e di spostamenti di truppe da un lato all’altro della frontiera mobile con la Federazione Russa. Il tutto sullo sfondo dello “shock geopolitico” globale che ha avuto il suo epicentro a Washington, dove la fiducia accordata dal popolo americano al 45° Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ha già prodotto, seppur prima del suo effettivo insediamento avvenuto il 20 gennaio 2017, scosse sismiche in varie aree calde dello scacchiere globale e innescato nuove dinamiche e orientamenti, sia nella dimensione percettiva sia nelle azioni concrete di determinati player regionali.

Si potrebbe declinare questo discorso su diversi flashpoint dello scacchiere mondiale (Medio Oriente, Mare Cinese Meridionale – Area Pacifico), ma ci si focalizzerà nel presente Research Paper su quello europeo orientale, dove diverse zone di faglia si trovano in uno stato di indubbia incertezza e di agitazione politico-militare; tutte, e nessuna esclusa, in relazione al rapporto con la rinascente potenza russa. Un delicato rapporto visto da alcune nazioni in un’ottica di netta contrapposizione – anche in virtù del possibile mutamento dello scenario militare e diplomatico siriano all’indomani della posizione assunta dall’amministrazione Trump nei confronti di Bashar al-Assad –, da altre invece in una prospettiva intesa a rafforzare la dimensione bilaterale improntata ad un sostanziale riavvicinamento, a volte di natura tattica, altre volte più di natura strategica. Vediamo ora di osservare, regione per regione, gli sviluppi in atto nella “nuova Europa”, utilizzando la definizione dell’ex Segretario di Stato statunitense Donald Rumsfeld [1], tenendo come bussola orientativa un doppio binario che guardi da un lato agli sviluppi nei rapporti con il Cremlino e dall’altro all’onda lunga prodotta dall’elezione dell’outsider repubblicano e alle sue annunciate politiche di discontinuità verso la macro-area in questione, che comprendono financo un possibile differente approccio verso  l’Alleanza Atlantica ed una ridefinizione della sua core strategy.


Trump con il ministro russo Lavrov alla Casa Bianca

Queste premesse indicano chiaramente come il periodo della fase terminale dell’era Obama fino all’insediamento di Donald J. Trump alla Casa Bianca sia stato particolarmente delicato con riferimento alle tensioni latenti tra i Paesi dell’Eastern Flank dell’Alleanza Atlantica e la Federazione Russa.

Vari Stati della regione – che nutrono sentimenti di ostilità e diffidenza verso il potere russo per svariate e complesse ragioni storiche non approfondibili in questa sede [2] – non hanno visto di buon occhio la – presunta – liaison tra il Presidente americano e quello russo, e tanto meno l’atteggiamento revisionista di Trump nei confronti dell’Alleanza Atlantica, architrave della loro sicurezza. Il timore riguarda quindi, nell’ottica di un nuovo corso della politica americana più isolazionista, uno scenario che rinforzerebbe contemporaneamente anche il consolidamento di un sistema globale multipolare da sempre sostenuto e incoraggiato da Vladimir Putin.

L’analisi verterà su tre regioni di particolare rilevanza interne alla macro-area europea orientale: il Baltico (Lituania, Polonia, Kaliningrad), l’area Ucraina-Mar Nero (Donbass e Crimea) e l’Europa sud-orientale (Bulgaria e Moldavia). In una prima fase l’analisi volgerà lo sguardo su quegli Stati attraversati da complesse situazioni strategiche e a rischio di escalation militare, mentre in una seconda fase l’osservazione si sposterà su altre repubbliche europee orientali al centro di rinnovate contese (per ora) di natura esclusivamente politica.

Scarica gratuitamente il Research Paper N°52/maggio: ”Gli equilibri geopolitici dell’Europa Orientale nell’era Trump“.

(Giorgio Cella via bloglobal.net, cc.by.nc.nd)


Foto Gage Skidmore cc-by-sa
Foto mfarussia cc-by-nc-sa

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