Alla 57a Biennale di Venezia la mostra della slovacca Jana Želibská

Sarà inaugurata l’11 maggio alle ore 11:15 la mostra nel padiglione della Repubblica Ceca e Slovacca alla 57a Biennale d’arte di Venezia. Come da molti anni a questa parte, la mostra esposta al padiglione ospita a rotazione artisti delle due nazioni, e quest’anno è il turno della Slovacchia.

La mostraSwan Song: Now” di Jana Želibská, figura significativa della generazione di artisti concettuali e d’avanguardia slovacchi (qui si possono vedere suoi lavori a partire dagli anni ’60), è curata da Lucia Gregorová Stach, e l’inaugurazione è organizzata dal commissario Monika Palcova con il ministero della Cultura e la Galleria Nazionale Slovacca. Si tratta di una installazione multimediale a base di una serie continua di contrasti, tra monumentalità e dettaglio, poesia e banalità, sublime contro impressioni vernacolari, e presenta un’esperienza di confini sfocati dello spazio fisico e mentale.

Nata nel 1941 a Olomouc, in Repubblica Ceca, Jana Želibská ha sempre vissuto e operato nella capitale slovacca. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti (VSVU) di Bratislava, dove si è diplomata in grafica e illustrazione nel 1965. Nel 1968 ottenne una borsa di studio per un periodo di studio a Parigi, dove fu testimone delle proteste studentesche del ’68, mentre al suo rientro trovò un paese occupato dalle truppe del Patto di Varsavia che invasero la Cecoslovacchia nell’agosto di quell’anno.


Qui e sopra due immagini di Swan Song: Now

Želibská appartiene alla generazione di artisti concettuali e d avanguardia della seconda metà degli anni ’60. Nel suo lavoro, ha scritto qualche tempo fa la curatrice Lucia Gregorová Stach, ha specificamente rivisitato motivi delle tendenze della neo-avanguardia, specialmente il Nouveau Réalisme francese e la Pop Art. Sulla scena artistica cecoslovacca Želibská ha partecipato alla nascita dell’arte ambientale negli anni ’60, del concettualismo degli anni ’70, delle installazioni postmoderne della fine degli anni ’80 e della video arte negli anni ’90 del secolo scorso. Nel suo lavoro, composto di opere pittoriche, installazioni di materiali naturali, oggetti, assemblaggi, fotografie, video e altri medium (specchi, tessuti, neon), ha spesso mostrato il suo aperto approccio femminista, tematizzando il corpo femminile, e ha avuto un suo ruolo nella formazione di specifici temi contemporanei sulla scena alternativa e dell’arte non ufficiale.

Qui il video di una sua mostra antologica realizzata a fine 2012 dalla Galleria Nazionale:

 

Con il suo rifiuto a partecipare a una mostra ufficiale insieme ad altri due colleghi, Želibská fu esclusa dal sistema artistico durante il periodo della cosiddetta “normalizzazione” nella Cecoslovacchia comunista, il che le concesse limitate possibilità di esibire il proprio lavoro. Nelle sue opere è molto presente la tematica dell’intimità e della sessualità femminile e delle relazioni tra uomo e donna. Nel 1997 disse: «Non ho mai dichiarato il mio sostegno al femminismo. Se sono mai stata una femminista, non me ne rendevo conto. I miei punti di vista sulla donna sono uguali a quelli sull’uomo, dal sorriso critico fino al sarcastico».

L’artista è stata recentemente inclusa in una mostra sul pop internazionale alla Tate Modern di Londra, e per la prima volta una sua opera è stata battuta da Sotheby’s lo scorso anno.

 


 


Ph. TheresaVogeltanz cc-by-sa

Il Padiglione della Cecoslovacchia fu realizzato nel 1926 del ceco Otakar Novotny (architetto e docente di architettura a Praga), pochi anni dopo la creazione dello Stato Cecoslovacco. Ribattezzato dopo la scissione con la definizione “Padiglione della Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca”, è un piccolo edificio compatto di una ventina di metri di lunghezza e undici di larghezza, con una facciata molto semplice segnata da un importante portale. Lo spazio interno è diviso in tre sale con piccoli locali posti lateralmente. Rispetto agli altri padiglioni è un po‘ decentrato e si trova nei Giardini di Castello tra i padiglioni di Usa, Francia, Giappone, Regno Unito, Russia e Germania. Spesso vi si espongono a turno artisti cechi o slovacchi, ma a volte viene decisa una mostra di coppia mista, come mista è la commissione che ne decide le sorti, anche se Praga in genere si tiene l’ultima parola grazie ad un accordo non stringente che risale ai tempi della divisione della Cecoslovacchia.


 

La Biennale 2017, intitolata “VIVA ARTE VIVA”, sarà aperta al pubblico da sabato 13 maggio fino a domenica 26 novembre 2017 nelle due aree dei Giardini e dell’Arsenale. Questa edizione, sotto la presidenza di Paolo Baratta, è curata da Christine Macel. Le inaugurazioni delle diverse esposizioni e delle mostre nei padiglioni nazionali si terranno nei giorni 10, 11 e 12 maggio, mentre la cerimonia di premiazione e di inaugurazione pubblica si svolgerà sabato 13 maggio 2017.


Foto Dage cc-by

VIVA ARTE VIVA si sviluppa intorno a nove capitoli o famiglie di artisti, con due primi universi nel Padiglione Centrale ai Giardini e sette altri universi che si snodano dall’Arsenale fino al Giardino delle Vergini. Provenienti da 51 paesi sono 120 gli artisti partecipanti nella Mostra Internazionale del curatore, 103 dei quali per la prima volta. La Mostra sarà affiancata da 85 partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Tre sono i paesi presenti per la prima volta: Antigua e Barbuda, Kiribati, Nigeria.

La curatrice Christine Macel ha scritto, nella sua presentazione, che «l’arte di oggi, di fronte ai conflitti e ai sussulti del mondo, testimonia la parte più preziosa dell’umanità, in un momento in cui l’umanesimo è messo in pericolo. Essa è il luogo per eccellenza della riflessione, dell’espressione individuale e della libertà, così come degli interrogativi fondamentali. Sogni e utopie, relazioni con l’altro e gli altri, legami alla natura e al cosmo, oltre che a una dimensione spirituale, trovano nell’arte il loro spazio di predilezione. In ciò, l’arte è l’ultimo baluardo, un giardino da coltivare al di là delle mode e degli interessi specifici e rappresenta anche un’alternativa all’individualismo e all’indifferenza. L’arte ci costruisce ed edifica. È un sì alla vita, certamente spesso seguito da un ma, in un momento di disordine globale. Più che mai, il ruolo, la voce e la responsabilità dell’artista appaiono dunque cruciali nell’insieme dei dibattiti contemporanei. È grazie alle individualità che si disegna il mondo di domani, un mondo dai contorni incerti, di cui gli artisti meglio degli altri intuiscono la direzione».

A questa pagina un riepilogo di tutte le sedi delle mostre, ufficiali e non, della 57a Biennale


Cosa: mostra di Jana Želibská: “Swan Song Now”
Dove: Padiglione Rep. Ceca e Slovacca, Giardini di Castello, Venezia
Nell’ambito: 57a Mostra Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
Inaugurazione: 11 maggio 2017 alle 11.15
Orari al pubblico: 13 maggio – 26 novembre 2017, ore 10-18 (vedi dettagli)
Info: www.labiennale.org
Acquisto biglietti: QUI

(P.S.)

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