Sindacati in protesta contro i lavoratori stranieri a basso costo

Davanti al ministero del Lavoro a Bratislava circa 300 persone hanno protestato venerdì contro le condizioni troppo competitive per l’assunzione di lavoratori stranieri. Il sindacato dei metalmeccanici KOVO, che ha organizzato l’iniziativa, ritiene che la forza lavoro in Slovacchia sia ancora sufficiente a soddisfare le necessità delle imprese, e che le aziende che vogliono assumere personale straniero dovrebbero farlo alle stesse condizioni e paga dei lavoratori slovacchi. Il sindacato si riferisce alle recenti notizie di diverse imprese anche di grande dimensione che hanno assunto masse di operai da altri paesi per stipendi inferiori ai minimi e orari di lavoro anche di 12 ore al giorno. Allo stesso modo i sindacati chiedono che siano garantite per gli slovacchi all’estero le stesse condizioni di lavoro dei locali.

Il capo della Confererazione dei sindacati (KOZ) ha detto che ci sono 170.000 slovacchi che stanno cercando un impiego, e metà di loro hanno istruzione secondaria. Non ci sono dunque ragioni per aprire i confini ai lavoratori stranieri se non per far aumentare i profitti alle imprese più spregiudicate.

Con queste posizioni si è detto d’accordo il ministro del Lavoro Jan Richter (Smer-SD), che ha parlato ai manifestanti dicendo che è necessario regolamentare la cosa con la modifica del Codice del lavoro.

Lo stesso primo ministro Robert Fico (Smer-SD) ha annunciato il 1° maggio diverse misure per la protezione dei lavoratori, e tra queste vi è il divieto del cosiddetto “dumping sociale”, ovvero l’assunzione di personale da paesi terzi a condizioni diverse da quelle garantite dalla legge ai lavoratori slovacchi.

(Red)

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