La mappa della globalizzazione. Ungheria Cechia e Slovacchia davanti all’Italia

La globalizzazione è una realtà ineluttabile, benedetta da molti e maledetta da altrettanti altri. E nemmeno i vari movimenti nazionalisti in crescita in diversi paesi del mondo che vorrebbero chiudersi a riccio, potranno fermarla. Ma non si tratta comunque di una realtà uniforme come a volte i media lasciano immaginare. Non ovunque l’influenza di forti brand o mode o comportamenti e movimenti culturali globali ha la stessa influenza nelle varie aree del mondo. Lo confermano del resto altre mappe sulla disuguaglianza.

Non ci sono differenze solo tra grandi centri urbani e campagna, né tra giovani e meno giovani, ma anche tra paesi pure all’intero dell’Unione europea. Una mappa di Chartsbin mostra il livello di globalizzazione raggiunto dai diversi paesi del mondo, e ci sono diverse sorprese.

I paesi più globalizzati, in color lilla sulla mappa, con un indice di globalizzazione dell’80-91%, sarebbero soprattutto quelli piccoli dell’Europa occidentale, i Paesi Bassi al primo posto, poi l’Irlanda, il Belgio. Segue, forse un po’ a sorpresa, l’Austria, e poi la Svizzera. Non tutti i paesi europei sono nella stessa categoria, quella cui tra gli altri appartengono il Canada o l’Australia.

La Germania, a sorpresa, è soltanto al 27esimo posto, più indietro della Francia e anche dell’Italia, al 24esimo, o della Polonia, al 23esimo. E a sorpresa superano il Belpaese anche Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, che rientrano nella categoria più globalizzata.

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