Siamo pronti per rivolgerci all’avvocato robot?

Il robot Perry Mason, che discute le cause al posto dell’avvocato in carne e ossa e sciorina articoli con la voce metallica, è ancora materia da fantascienza. Tuttavia negli uffici di Dla Piper, studio legale internazionale con sedi in 30 paesi del mondo, un’intelligenza artificiale è già entrata. Non siede alla scrivania, tra i colleghi che studiano le cause da portare in tribunale, ma sta sulla scrivania, dentro a un computer. Perché il compito di questo software è quello di analizzare parola per parola i contratti e smascherare le clausole più problematiche o da revisionare.

Dla Piper è il primo studio legale al mondo per volumi di operazioni di fusione o acquisto tra aziende. Quotidianamente sulla scrivania degli avvocati del gruppo si rovesciano centinaia di pagine dei contratti con le regole del gioco. Nelle pieghe di questa mole di documenti si trovano clausole che gli avvocati hanno interesse a modificare per tutelare gli affari dei propri assistiti.

Per decenni il compito è stato appannaggio dei praticanti freschi di università. Dallo scorso autunno, nel quartier generale di Londra, si è affiancata un’intelligenza artificiale.

“La nostra intelligenza artificiale legge un contratto e identifica le clausole che devono essere riviste – spiega Giulio Coraggio, avvocato della sede milanese – In un intero documento di centinaia di pagine magari le clausola da rivedere sono solo tre. Al momento siamo in una fase sperimentare. L’ai viene adoperata solo se il cliente è informato e d’accordo”. Il software è made in Canada, dall’azienda tecnologica Kira Systems, che lo scorso giugno ha siglato un accordo con Dla Piper per fornire il sistema di ai. Dall’inizio del 2017 anche la sede italiana sta sperimentando il programma.

Il software è machine-learning e si occupa di revisione dei contratti. L’obiettivo è di allargare la sfera di intervento del robot avvocato, insegnandogli elementi aggiuntivi utili alla stesura e alla revisione dei contratti. Anche Deloitte, uno dei colossi della revisione contabile, ha assoldato l’intelligenza artificiale di Kira per provvedere alla correzione dei documenti.

Dla Piper non è l’unico studio legale che sta virando verso gli avvocati-robot. Gli americani di Baker & Hostetler hanno acquisito un software di intelligenza artificiale, Ross, creato con il sistema Watson di Ibm. Il robot è stato impiegato nella divisione bancarotta e fallimenti, nello specifico nell’analisi dei documenti di una delle frodi finanziarie più gravi della storia Usa, quella messa in atto da Bernie Madoff. L’ai è in grado di rispondere a quesiti degli avvocati, fornendo loro citazioni e richiami legali. Secondo i suoi creatori, l’avvocato robot di Ibm può svolgere da solo il lavoro di cinquanta persone.

(Luca Zorloni via Wired.it, cc-by-nc-nd)


Illustr: BS

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