Pellegrini: necessarie indagini imparziali nei casi di corruzione

Commentando la marcia anticorruzione organizzata martedì 18 aprile da due studenti diciottenni, cui hanno partecipato almeno cinquemila persone, il vice primo ministro per gli Investimenti e l’Informatizzazione Peter Pellegrini (Smer-SD) ha ammesso ieri in televisione che è importante che i casi di corruzione siano indagati da autorità imparziali. Egli ha affermato al programma V politike di TA3 che la corruzione è oggi tra i problemi più gravi non solo in Slovacchia ma in molti paesi europei. «È importante che ci sia una garanzia che investigatori imparziali indagheranno sugli scandali che sono venuti alla luce [di recente] o che sono ancora in atto». Pellegrini crede che la protesta anticorruzione dovrebbe incoraggiare i funzionari interessati a intraprendere azioni e misure specifiche contro la corruzione nel Paese.

Il primo ministro Fico (Smer-SD) aveva detto dopo la manifestazione di apprezzare «particolarmente ogni iniziativa che rifletta opinioni autentiche di una parte della pubblica opinoine che preferisce le richieste civiche a quelle politiche». Il governo, aveva aggiunto, vede la corruzione come un problema serio e sta adottando misure specifiche per combatterlo e una nuova legislazione più efficace per la quale «stiamo collaborando con rinomate organizzazioni internazionali come l’OCSE e organizzazioni non governative nazionali». Negli ultimi anni, ha detto, «abbiamo limitato i pagamenti in contanti, abbiamo introdotto il mercato elettronico [per gli acquisti della PA] e abbiamo adottato una legge contro le società di comodo. Presto sarà rinnovata la legge sugli informatori» (i cosiddetti whistlebowers), ha detto il premier.

Il presidente Kiska, che da tempo denuncia il fatto che la corruzione corrode la macchina dello Stato fino ai suoi vertici, ha lodato l’iniziativa e ha detto che se i cittadini sono tormentati da qualcosa, «non dovrebbero rimanere in silenzio, altrimenti le cose non vanno avanti».

Mentre il capo della polizia Tibor Gaspar, di cui la folla dei manifestanti aveva chiesto le dimissioni per non aver perseguito i colpevoli degli scandali di corruzione, ha detto di non sentire la necessità di dimettersi per un eventuale fallimento professionale, aggiungendo di non essere personalmente responsabile dell’inchiesta sui reati di corruzione. Lui se ne andrà, ha detto, solo se lo chiederà il ministro dell’Interno, e sarà un licenziamento per motivi politici.

(Red)

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