Detti e proverbi – Lepší vrabec v hrsti ako holub na streche

Oggi riprendiamo i nostri detti e proverbi dove gli uccelli sono protagonisti indiscussi.

Keď vtáčika lapajú, pekne mu spievajú.

È un detto molto chiaro ed esplicito. Vi è mai capitato di sentirvi promettere – magari durante un colloquio di lavoro – “mari e monti”? Be’, uno slovacco direbbe che gli promettevano, sľubovali hory-doly, cioè “monti e colline” (si capisce: in Slovacchia c’è mica il mare, sarebbe una promessa davvero poco credibile!), ma poi, quando si arrivava al dunque, al sodo, k jadru veci, al nucleo della questione, per esempio all’apertura di un rapporto di lavoro, le cose si rivelavano non proprio uguali a quanto prima descritto e promesso; a volte la distanza tra promesso e reale risultava pari ad anni luce. Cosa dire a qualcuno che ha appena vissuto tale esperienza? Keď vtáčika lapajú, pekne mu spievajú: “quando l’uccellino lo vogliono prendere, gli fanno un bel canto”.

Che origini potrebbe avere questo detto? C’è un’antica tecnica di caccia che utilizza gli uccelli canori tenuti in cattività come esca per attirare altri uccelli selvatici. Questi uccelli venivano portati nel bosco, dentro la loro gabbietta. Si individuava un albero adatto, vicino al capanno di caccia, dove sul tronco veniva appesa la gabbietta e in alto veniva collocato un ramo secco, così detto brocco. L’uccello – frequentemente un merlo, un sassello o un fringuello – si metteva a cantare e così facendo attirava i suoi simili che si posavano appunto sul brocco, a bella vista dei cacciatori. Il detto italiano “Ti hanno preso come un merlo sul brocco” rispecchia in fondo il contenuto del detto Keď vtáčika lapajú pekne mu spievajú: attenti al bel canto, alle belle parole fuori luogo, alle lusinghe, queste possono avere lo scopo di confondere e di abbassare le difese, per farci cadere facilmente in trappola.

Lepší vrabec v hrsti ako holub na streche.

Da questo detto sbuca l’antico uomo selvatico che si fidava solo di quello che aveva in pugno, mai delle promesse e tanto meno dei sogni: “è meglio un passero in pugno che non un piccione sul tetto”. È vero che con un passero si mangia poco, ma il piccione sul tetto bisogna pure andarlo a prendere, il che è un’azione con finale non scontato. Gli italiani sono un po’ più comodi e su questo tema non fanno dei ragionamenti complicati quali doversi arrampicare sui tetti, perché pensano che sia “meglio un uovo oggi che una gallina domani”. Deve essere un detto antico perché lo troviamo anche in latino: Ad praesens ova cras pullis sunt meliora.

La variante B, cioè il piccione sul tetto oppure la gallina di domani, potrebbe essere valida solo per le persone che comunque sono a dieta e non gli cambia molto se dovessero digiunare un giorno in più.

Chytiť jednou ranou dve muchy.

Chi è molto bravo, con un colpo solo della paletta „ammazzamosche“ riesce a prenderne addirittura due di mosche, come dice il nostro detto, „prendere due mosche con un colpo solo“. Va be’, direte, e in questo detto dove sono gli uccelli? Non mi sono scordata che parlavamo di uccelli: sono nascosti nella versione italiana del detto. Perché in italiano si prendono “due piccioni con una fava”. Se devo essere sincera, mi pare più facile eseguire la versione slovacca, cioè prendere due mosche con un colpo piuttosto che non prendere due piccioni con una fava. Forse perché le fave in Slovacchia non sono diffuse e prima di venire in Italia non sapevo neanche cosa fossero: per trovare il nome slovacco di questa pianta ho dovuto consultare l’internet, la risposta è bôb obyčajný e non credete che sia un mangime per i cavalli: provatelo con un po‘ di salamino, pane fresco e pecorino, capirete perché i piccioni ci vanno matti!

Pecorino e fave

 

(Michaela Šebőková Vannini  ―  vedi il suo blog)

 

 


Foto makamuki CC0
Foto Annarita Migliaccio cc-by-sa

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