Un calzolaio inglese inventò le moderne librerie

Le librerie come le conosciamo oggi sono nate grazie all’inglese James Lackington, un calzolaio londinese. Nel 1774 a Londra egli fu il primo a vendere libri usciti da tempo ad un prezzo economico e lasciava ai clienti la possibilità di poter guardare e sfogliare i libri anche senza acquistarli. Nella seconda metà del Settecento i libri erano considerati degli oggetti costosi e preziosi.

Addirittura i librai adottavano la strategia di comprare grandi quantità di volumi vecchi e poi li distruggevano per far salire il prezzo delle copie rimanenti. Invece, Lackington rivoluzionò il mondo del commercio con alcune innovazioni come l’introduzione del divieto di vendere libri a credito, che era molto usato a quei tempi. Alcuni clienti ci rimasero male, ma permise a James di evitare insolvenze e di comprare ancora più libri. Non solo, acquistava grosse quantità di libri usati e poi li rivendeva a prezzi economici, cosi da vendere un maggior numero di libri, piuttosto che pochi ad un prezzo altissimo. Queste diede la possibilità di poter comprare libri a chi non poteva normalmente permetterseli con i propri mezzi economici.

Nel 1794 Lackington aprì insieme a Robert Allen la libreria più grande (vedi le due immagini sopra) e più economica dell’epoca, con il nome di The Temple of the Muses ( Il tempio delle muse ), che divenne presto un’attrazione turistica per le strade di Londra. Lackington pensò pure di appendere un cartello al negozio con la scritta: “Il prezzo più basso è indicato sulla copertina e non ci saranno sconti ulteriori su nessun libro”. Adesso tutte le grosse librerie e siti web come Amazon seguono le stesse strategie inventate più di due secoli fa dal calzolaio James Lackington.

(Fonte Vocidicitta.it)

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