Sono un miliardo i fumatori nel mondo

Il nuovo allarme arriva dall’analisi delle abitudini al fumo per 195 paesi e copre lo spazio che va dal 1990 al 2015 (considerando i fumatori abituali, quotidiani, senza considerare il numero di sigarette). Cina, India, Indonesia, Usa, Russia, Bangladesh, Giappone, Brasile, Germania e Filippine sono i paesi in cui si fuma di più al mondo, che da soli, raccontano gli esperti del Global Burden of Disease Study 2015 che firmano il paper, rappresentano i due terzi di tutti i fumatori mondiali. Fumatori, come accennato, che sono sì diminuiti in percentuale – siamo passati dal 29.

Dal 4% del 1990 al 15.3% del 2015 – ma che nel complesso sono aumentati con l’aumentare della popolazione mondiale. Quanti sono? Poco meno di un miliardo: 933,1 milioni nel 2015, per la precisione (erano 870,4 nel 1990). Guardando al sesso, ad oggi fuma in media un maschio su quattro, e una donna su venti.

Questo a livello globale, ma come è forse ovvio, lo stato delle cose varia da paese a paese, sottolineando come i bisogni e le strategie nella lotta alla dipendenza da tabacco debbano essere sì globali, ma tagliate sulle necessità di ciascuna regione.

Il quadro, ribadiscono gli esperti, è così eterogeneo che non si può dare nulla di scontato, malgrado i trend globali.

Così, per esempio, se mediamente il tasso sia di uomini e donne fumatori in generale è diminuito, in Russia le donne che fumano sono aumentate del 56.2% dal 1990 e in paesi come Indonesia, Bangladesh e Filippine non si è assistita a una riduzione significativa di fumatori maschi negli anni. Di contro, il virtuoso Brasile, pur collocandosi ancora tra i paesi con più fumatori, è tra quelli in cui si sono avuti i tassi più elevati di abbandono del fumo per uomini e donne. Mentre Cina, India, Usa e Russia contribuiscono da soli a più della metà delle vittime del fumo, 6,4 milioni nel 2015, oltre l’11% delle totali.

“Malgrado il progresso compiuto in alcuni ambiti”, ha commentato Emmanuela Gakidou della University of Washington, a capo dell’analisi,“la guerra contro il tabacco è ben lontana dall’esser vinta, specialmente nei paesi con il più alto tasso di fumatori. Per dare un colpo all’epidemia globale di tabacco, serve un’attenzione forte e rinnovata sulle misure di controllo del tabacco in tutto il mondo. Possiamo vincere, ma per farlo servono politiche e leggi forti ed efficaci”.

(Anna Lisa Bonfranceschi via Wired.it, cc-by-nc-nd)


Foto littlebiglens cc-by-nd

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