Costo del lavoro, in Slovacchia il più alto tra i paesi di Visegrad (infografica)

Secondo l’ultimo rapporto statistico di Eurostat, pubblicato giovedì, il costo medio orario del lavoro nell’UE nel 2016 è stato pari a 25,4 euro, di cui quasi un quarto (il 24%) è fatto di oneri non salariali a carico del datore di lavoro. Ci sono grandi, o meglio enormi differenze tra i 28 Stati membri, fino a un rapporto 10 a 1 tra il primo e l’ultimo paese della lista: se in Danimarca si registrano i più alti costi orari, 42 euro, i più bassi sono quelli della Bulgaria, 4,4 euro all’ora. La Slovacchia ha un costo medio del lavoro a 10,4 euro.

Ci sono forti differenze anche nei costi non salariali, che sono pari a un terzo del totale (33,2%) in Francia, mentre sommano ad appena il 6,6% a Malta. In Slovacchia gli oneri non salarialo valgono in media il 26,4%.

I 10,4 euro di costo del lavoro della Slovacchia, al ventesimo posto in UE e in crescita del 3,5% rispetto all’anno precedente sono i più alti della sua regione di riferimento: il costo orario in Repubblica Ceca è stato pari a 10,2 euro (+3,8%), 8,6 euro in Polonia(-0,2%), dove gli oneri non salariali a carico delle aziende sono inoltre pari solo al 18,4%, e 8,3% in Ungheria  (+4,6%). L’Italia ha avuto lo scorso anno un costo del lavoro di 27,8 euro all’ora, in calo dello 0,8%, con i costi non salariali che contano per oltre un quarto della somma (27,4%). Il Regno Unito ha subito la maggior frenata nella crescita degli oneri del lavoro; Londra ha segnato un meno 10,1% rispetto all’anno prima.

(La Redazione)

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