RS – Il mondo adesso [Egitto, Svezia, Sud Corea, Kashmir, Venezuela, Congo, Somalia, Budapest]

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Tre mesi di stato di emergenza in Egitto dopo il doppio attentato contro due chiese. Il presidente Abdel Fattah al Sisi ha aumentato la presenza delle forze armate nel paese. Almeno 27 persone sono morte il 9 aprile a Tanta, a nord del Cairo, per una bomba esplosa nella chiesa di Mar Girgis dove si stava tenendo la liturgia delle palme. Alcune ore dopo, un’altra bomba è esplosa davanti alla chiesa di San Marco ad Alessandria, dove stava celebrando il papa copto, Tawadros II: almeno 16 i morti. Decine di persone sono rimaste ferite. I due attacchi, che arrivano a pochi giorni dalla visita di papa Francesco in Egitto, prevista per il 28 e il 29 aprile, sono stati rivendicati dal gruppo Stato islamico.


L’uomo arrestato per l’attentato di Stoccolma era stato espulso dalla Svezia.Rakhmat Akilov, un cittadino uzbeko di 39 anni, sospettato di aver guidato un camion contro la folla nella capitale svedese, aveva fatto una richiesta di soggiorno nel 2014 che gli era stata respinta. Nel dicembre del 2016 era stato espulso e quindi aveva fatto perdere le sue tracce. Secondo la polizia aveva espresso simpatie per gruppi estremisti come lo Stato islamico, ma sempre restandone ai margini. Il 7 aprile, un camion ha investito la folla su Drottninggatan, la strada pedonale più frequentata del centro di Stoccolma, per poi schiantarsi contro la vetrina di un grande magazzino. Quattro i morti e quindici feriti.


Gli Stati Uniti schierano navi da guerra a largo della Corea del Sud. La marina militare statunitense ha ordinato al gruppo di attacco della portaerei Carl Vinson di schierarsi nel Pacifico occidentale. La mossa, descritta come una misura preventiva, arriva in seguito alle crescenti preoccupazioni riguardanti il programma nucleare nordcoreano. Il presidente statunitense Donald Trump si è detto pronto ad agire da solo per contenere la minaccia nucleare di Pyongyang.


Scontri tra polizia e manifestanti nel Kashmir indiano, almeno tre morti e decine di feriti. Gli scontri sono avvenuti a Srinagar, nella regione contesa tra India e Pakistan, a margine di una consultazione elettorale per riempire un seggio della Lok Sabha, la camera bassa indiana. Fazioni separatiste hanno promosso il boicottaggio dei seggi per cui l’affluenza è stata bassa e il livello di sicurezza è stato innalzato. Nel distretto di Budgam la polizia ha cercato di disperdere la folla con gas lacrimogeno e ha aperto il fuoco sui manifestanti quando hanno iniziato a lanciare pietre, uccidendo quattro persone e ferendone una decina.


Migliaia di venezuelani in piazza contro l’interdizione del leader dell’opposizione Henrique Capriles. Migliaia di persone hanno partecipato alla marcia antigovernativa dell’8 aprile, al termine di una settimana di manifestazioni contro le decisioni del governo retto da Nicolás Maduro. Le proteste erano iniziate dopo una sentenza della corte suprema, poi annullata, che limitava i poteri dell’assemblea nazionale e sono continuate dopo che il leader dell’opposizione Henrique CCongo, Soapriles è stato bandito dalla politica per 15 anni. A Caracas la polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti.


Kinshasa deserta per una protesta contro il presidente congolese Joseph Kabila. Le strade della capitale della Repubblica Democratica del Congo, di solito trafficatissime fin dall’alba, la mattina del 10 aprile erano deserte in seguito all’invito dell’Unione per la democrazia e il progresso sociale (Udps) a protestare in tutte le città del paese. L’Udps contesta la nomina a primo ministro di Bruno Tshibala, un politico proveniente dalle fila dell’Udps ma passato con la maggioranza. Il governo ha vietato ogni manifestazione.


Attentato all’interno di un campo militare a Mogadiscio, in Somalia. “Un kamikaze travestito da soldato è entrato nel principale campo di addestramento della città e si è fatto esplodere. Molti soldati sono stati uccisi, altri feriti, ma non conosciamo il numero esatto”, ha detto una fonte militare. ​Il giorno prima era stato presa di mira il nuovo capo dell’esercito, che era scampato a un attacco contro il suo convoglio nella capitale.


Migliaia di persone in piazza a Budapest in difesa dell’università di George Soros. I manifestanti, almeno 80mila secondo gli organizzatori, hanno chiesto al presidente ungherese di non firmare la legge che punta a far chiudere l’Università dell’Europa centrale (Ceu), finanziata dal miliardario statunitense di origine ungherese, e altre istituzioni scolastiche straniere. La Ceu è finita nel mirino del governo di Viktor Orbán per il sostegno all’immigrazione espresso da Soros.


La grande barriera corallina australiana è in pericolo. Il rischio di sbiancamento, fenomeno osservato per il secondo anno consecutivo, è stato confermato dalle indagini aeree del sito, patrimonio dell’Umanità dal 1981. L’ecosistema che si estende lungo 2.300 chilometri – il più grande del mondo – è danneggiato dal riscaldamento delle temperature oceaniche, spiega James Kerry, un biologo della James Cook University, che ha coordinato le osservazioni aeree.


I titoli dei quotidiani italiani di oggi 10 aprile 2017

  • Corriere della Sera: “Egitto, la domenica di sangue”
  • La Repubblica: “Strage di cristiani in Egitto, 45 morti. Il papa conferma il viaggio tra i copti”
  • La Stampa: “Sangue sulla domenica delle palme”
  • Il Messaggero: “L’Isis fa strage nelle chiese”
  • Il Sole 24 Ore: “Fisco, parte la caccia agli sconti”
  • Il Fatto Quotidiano: “’Salvi l’Unità e avrai appalti Eni’. Renzi dichiara guerra a Report”
  • Libero: “La domenica delle salme”
  • Il Foglio: “Una nuova Italia da bere”

 

 


Dal sito Internazionale.it

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