Kiska, continuano le polemiche sui suoi viaggi privati. Speso 1 milione in nemmeno tre anni

La commissione parlamentare per l’incompatibilità del mandato ha deciso martedì che il presidente Andrej Kiska debbia spiegare il suo viaggio per la Polonia su un aereo del governo sul quale si trovava anche la figlia e altri soggetti privati. Kiska avrebbe partecipato alla cerimonia di posa della prima pietra di un grattacielo della società slovacca HB Reavis, per la quale lavora sua figlia Natalia di 26 anni.

A presentare la mozione in commissione sono stati parlamentari della maggioranza, dei partiti Smer e SNS, che considerano “inaccettabile” che il presidente usi velivoli del governo per eventi privati ​​e dia “un passaggio” alla figlia e ad altri soggetti che non avrebbero motivo di essere su un volo di Stato. Secondo i deputati, le azioni di Kiska mostrano molteplici conflitti di interesse e un uso improprio dei soldi pubblici per benefici e scopi personali e familiari. Il presidente della commissione, il deputato di opposizione Martin Poliacik (SaS) si è detto contrario alle critiche al presidente, che ritiene non appropriate e un «gioco puramente politico» contro il capo dello Stato.

Secondo l’ufficio stampa del presidente, Kiska è andato in Polonia su invito del presidente polacco Andrzej Duda, e i due hanno avuto un incontro ufficiale a Varsavia per poi recarsi insieme il giorno seguente a Zakopane, sul versante polacco degli Alti Tatra, e sciare insieme. La «posa della prima pietra del più grande investimento slovacca in Polonia», ovvero la costruzione del più alto edificio in Europa centrale, dice l’ufficio del presidente, «era parte del programma di lavoro del capo dello Stato» che già in altre occasioni ha visitato le sedi di aziende slovacche. Né i familiari, né altri privati erano parte della delegazione di Kiska in Polonia, ha specificato la nota, e «nessuno dei membri della famiglia del presidente era in Polonia durante la sua visita nel paese».

Kiska è stato al centro ultimamente di una polemica sui suoi viaggi privati con aerei di Stato, in particolare le sue visite settimanali alla famiglia, che continua a vivere a Poprad, sotto gli Alti Tatra, dove lui si reca tutti i fine settimana. Per il suo viaggio sono necessari quattro voli da Bratislava, dato che l’aereo governativo lo porta a casa il venerdì e lo va a riprendere il lunedì, ma nel weekend rientra a Bratislava.

Il ministro degli Interni Robert Kalinak ha informato che Kiska ha utilizzato dal gennaio 2015 ad oggi, in poco più di due anni, 454 viaggi aerei con aerei della flotta di Stato, inclusi quelli di andata e ritorno per Poprad. Si tratta di oltre la metà dei voli usati da funzionari governativi nel periodo indicato, che sommano in totale a 880. Il presidente del governo Robert Fico ne ha usati 183, il presidente del Parlamento 66 (da un anno Andrej Danko, prima Peter Pellegrini) e gli altri funzionari costituzionali hanno fatto uso di 178 viaggi. Kalinak ha detto che i voli dichiarati come privati da Kiska in questi due anni sono stati 319, per una spesa di 790 mila euro, ma se si includono anche quelli del 2014 la somma sale a 955 mila. Insomma, quasi un milione di euro spesi per viaggi privati del presidente, che sono stati pagati dallo Stato.

Kiska ha risposto che per quanto riguarda la sua funzione costituzionale non c’è differenza tra i voli privati e quelli ufficiali. Così gli ha detto fin dall’inizio, ha riferito, l’Ufficio per la protezione del funzionari costituzionali, ovvero il corpo di sicurezza che gestisce la tutela, in ufficio e fuori, 24 ore su 24, dei maggiori rappresentanti dello Stato. Proprio quell’ufficio gli aveva chiesto, per una migliore protezione della sua persona, di utilizzare voli ufficiali piuttosto che di linea, ha detto Kiska.

Fin dal 2015 lui aveva detto che era stato il ministro degli Interni a invitarlo a fare uso dei velivoli del governo, perché in ogni caso il personale aereo di Stato doveva forzatamente fare un certo numero di ore di volo per mantenere la propria licenza. Secondo quanto era emerso allora, i precedenti presidenti non avrebbero però mai fatto uso di velivoli ufficiali per i loro spostamenti privati, nemmeno Rudolf Schuster, che è orginario di Kosice e spesso viaggiava in treno tra le due maggiori città del paese. Secondo Kiska il treno sarebbe probabilmente ancora più costoso dell’aereo. Infatti, il servizio di sicurezza intorno al presidente prevede che oltre che sul treno stesso, in tutte le stazioni dove ferma dovrebbero esserci pattuglie di polizia e servizio di soccorso.

(La Redazione)


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Foto minv.sk

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