Detti e proverbi – Koho to sem čerti nesú?

Koho to sem čerti nesú?

Siamo in Quaresima, tipicamente un periodo pieno di tentazioni (seppur il carnevale ci avrà levato qualche voglia, da carnevale a Pasqua di giorni ce ne sono tanti!), perciò oggi vorrei parlare dei detti e modi di dire che contengono la parola čert, il diavoletto, che anche in slovacco è il tentatore per eccellenza.

Prima però ho il non semplice compito di spiegarvi la differenza tra čert e diabol, visto che entrambi vengono tradotti generalmente come “diavolo” ma sono percepiti del tutto diversamente.

 


Diavoli (čerti) e angeli alla festa di San Nicola

Forse la strada giusta è illustrarvi che čert è un personaggio frequente nel folclore, in particolare nelle fiabe popolari. È un ficcanaso, un po’ credulone e un po’ stupido, cerca sempre di arricchirsi sulla pelle/lavoro altrui facendo dei favori al momento opportuno e poi chiedendo la ricompensa, ma viene regolarmente battuto dall’astuzia dell’uomo–contadino e infine se ne va tutto arrabbiato e impotente. Čert si presenta con le sembianze umane, è spesso descritto con capelli e carnagione scuri e coperto di peli. Le piccole corna sono opportunamente coperte da un copricapo e la coda rimane sotto i vestiti.

La parola čert è frequentissima nei modi di dire e nei proverbi. Se la volessi tradurre nel contesto fiabesco, forse userei la parola “diavoletto”: è la variante immatura, più ingenua e meno spaventosa del diavolo, e forse rende meglio l’idea.

Allora cos’è diabol? Diabol è il diavolo, quello tosto se mi passate l’espressione: è una parola esclusivamente negativa, non si usa con leggerezza e disinvoltura come invece accade con čert. Ad eccezione di quando l’aggettivo viene utilizzato per nominare un piatto, allora è chiarissimo che la pietanza sarà spaventosamente/diabolicamente piccante (diabolské placky, diabolské rezne, diabolské kuracie krídla).

 

Ecco allora alcuni proverbi e detti scelti  (la lista non è certamente esaustiva):

Ani čert nie je taký čierny, ako ho maľujú.
“Neanche il diavolo è così nero come lo dipingono.” Le cose non sono mai così brutte come sembrano a prima vista.

Čert nikdy nespí.
“Il diavolo non dorme mai.” Le brutte cose e disgrazie possono accadere in qualsiasi momento. Dicendo Čert nikdy nespí siamo previdenti e agiamo con precauzione, possibilmente anticipando le conseguenze negative delle nostre azioni, perché “non si sa mai”.

Čert ako diabol
Quando le alternative sono entrambe brutte o spiacevoli, e scegliere l’una o l’altra sembra ugualmente sbagliato: “Tanto vale scegliere il diavoletto che il diavolo.” Ho trovato un proverbio calabrese con significato simile: “A undi trona e a undi lampa” (“Dove tuoni e dove lampi”): quando la situazione va dal male in peggio. In italiano ce n’è un altro, forse più diffuso: “dalla padella alla brace”.

Ci sono altri modi di dire slovacchi che descrivono la stessa situazione: z kaluže do blata („dalla pozzanghera nel fango“) e z dažďa pod odkvap („da sotto la poggia a sotto la canala“). Ma čert ako diabol viene a volte usato anche in modo scherzoso, quando si deve sì scegliere tra due alternative, ma queste non sono poi affatto tanto negative. (S kým budeš tancovať? – Čert ako diabol! „Con chi ballerai? – Uno vale l’altro!”)

Mikuláš před radnicí
Čerti alla parata di San Nicola

Koho to sem čerti nesú (o takomto čase)?
Se state suonando alla porta e dall’interno dell’abitazione vi dovesse capitare di sentire quest’esclamazione, forse fareste bene a ripensare alla visita. Perché il padrone/la padrona di casa non stava aspettando nessuno, non gioisce nel ricevere visite, e ritiene che sia il momento inopportuno per disturbare. “Chi sarà mai che (a quest’ora) i diavoli portano qui?” Avrete già capito che l’espressione è molto colloquiale e se si dice per battuta, attenzione che gli slovacchi sono assai permalosi e potrebbero prenderla sul serio!

Akoby sa všetci čerti ženili
È un’espressione che una volta veniva utilizzata per descrivere forte rumore, confusione, caos, il tutto insieme. “Come se tutti i diavoli andassero a nozze” ultimamente è diventato un modo di dire preferito dai meteorologi che se ne appropriano per descrivere casi estremi del comportamento del tempo: dal forte vento (“…e dove sono passate le raffiche di vento il paesaggio sembra come se tutti i diavoli ci fossero andati a nozze…”) alla grandine e pioggia a catinelle (“..ci aspettiamo una giornata veramente disastrosa, tra forti grandinate e acqua, come se tutti i diavoli andassero a nozze…), dalle alluvioni ai temporali sul mare e così via.

Attenzione: i successivi modi di dire sono molto colloquiali:

Čerta starého! oppure Čerta rohatého! (Del diavolo vecchio! Del diavolo cornuto!) Quest’esclamazione viene usata come sinonimo di “Macché! Tutt’altro!”

Čerta o tom vie! (Ne sa un diavolo) “Non ne sa nulla.”

Čerti ho berú. (Lo stanno portando i diavoli) „Ha un diavolo per capello“, è arrabbiato, infuriato.


Il diavolo in un manoscritto di Aleksandr Puškin

E infine qualche modo di dire (tranquilli, non sono offensivi) usati con i bambini:

Ty si ale čert, čertík, čertisko/čertica! (Sei un diavoletto/una diavoletta) “Sei davvero un biricchino/una biricchina!”

Čertiť sa – essere arrabbiati, alterati, indispettiti. Otec sa čertil. „Il papà era arrabbiato.”

Čertiť – indispettire, far arrabbiare, comportarsi da biricchini. Janko zase čertil. „Giovanni di nuovo ne ha combinata una delle sue.“

Deti vystrájajú čertoviny. (I bambini combinano delle diavolerie) “I bambini ne combinano di tutti i colori.”

Mi auguro che dopo questa lettura non mi mandiate al diavolo, do čerta!

 

(Michaela Šebőková Vannini  ―  vedi il suo blog)

Foto Chmee2 cc-by, coyot CC0,
Město Liberec, pixabay/CC0 

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