I morti in un attacco chimico non dovrebbero valere più degli altri

Il 4 aprile 2017 il mondo intero è stato scosso dalla notizia di un pesante attacco chimico nella provincia siriana di Idlib, in cui hanno perso la vita 74 persone, tra cui almeno 20 bambini. Tutti i governi dei paesi democratici sono insorti contro il regime siriano di Assad, ritenuto colpevole dell’attacco, e contro la Russia che se non è responsabile direttamente è almeno ritenuta collusa con il governo di Damasco. Ieri Mosca ha rifiutato la bozza di condanna redatta dal Consiglio di sicurezza dell’ONU riunito d’urgenza dopo l’attacco, su proposta di Usa, Francia e Regno Unito, e ha difeso l’alleato Assad affermando che le accuse sono false.

Il prof. Paolo Foradori, vicedirettore della Scuola di Studi Internazionali di Trento, ha detto al sito TPI.it che le vittime di attacchi chimici in fin dei conti sono vittime come quelle delle armi convenzionali. Ma le prime fanno più “notizia” perché le armi chimiche sono bandite da tempo, ritenute immorali e con più probabilità, data la maggior difficoltà di controllarne l’uso, di fare vittime collaterali non volute. Qui un estratto del suo pensiero:

«Sono convinto che ci sia un eccesso di attenzione per queste armi, specie nel conflitto siriano. Faccio fatica a capire perché la comunità internazionale accetti senza grossi problemi che siano state uccise centinaia di migliaia di persone in guerra con armi convenzionali, mentre solo poche centinaia di vittime per armi chimiche provochino una reazione così forte. C’è una sproporzione ingiustificata tra il clamore per i bambini uccisi con le armi chimiche e il silenzio sulle decine di migliaia che sono morti con armi convenzionali».

Foradori poi riafferma il concetto:

«La comunità internazionale si mobilita quando vengono usate armi chimiche ma è del tutto disinteressata, o quanto meno tiepida, di fronte al massacro compiuto in Siria attraverso le armi convenzionali. […] Suona un po’ cinico dirlo, ma perché mille morti valgono di più delle decine di migliaia di morti con armi convenzionali? È un paradosso, un’assurdità».

(Red)


Foto: bambino siriano ferito in un
attacco del 2014 – Syria Freedom cc-by

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