Roaming, ci si avvicina al 15 giugno

L’addio definitivo dovrebbe essere il 15 giugno. In tempo per le vacanze estive. Mai come in questo caso, cioè quello dell’agognata abolizione delle tariffe di roaming – o meglio, del loro abbattimento – è tuttavia necessario usare il condizionale. Perché il provvedimento, sancito un anno e mezzo fa dal voto del Parlamento europeo e confermato all’inizio di febbraio dall’accordo fra gli operatori europei di telecomunicazione sulle cosiddette tariffe all’ingrosso per la reciproca fornitura di servizi telefonici, sms e connessione dati, rischia di slittare. Di quanto? Be’, di un anno.

A dire il vero, per ora l’eventualità sembrerebbe scongiurata. Anche se c’è da scommettere che, anche se non chiederanno rinvii, le compagnie non si adegueranno immediatamente. D’altronde, una volta accordati i prezzi all’ingrosso, non si capirebbe per quale ragione debbano chiedere una proroga. Eppure gli operatori possono domandarla e ottenere altri 12 mesi di tempo. La novità è arrivata dalle nuove linee guida pubblicate dalla Berec, l’authority europea con sede a Riga, in Lettonia, che mette insieme i regolatori europei delle comunicazioni elettroniche. Insomma, le varie Agcom dei 27.

Ebbene, fra le eccezioni rispetto alla fine del roaming prevista per il 15 giugno, cioè di fatto al prolungamento di tariffe maggiorate per l’uso di telefono, l’invio di sms e la navigazione in un paese diverso da quello di residenza, c’è quella legata a questioni di “non sostenibilità economica”. In poche parole, se dimostrassero alla loro autorità di controllo – appunto l’Agcom guidata da Angelo Marcello Cardani in Italia – di aver bisogno di più tempo per costruire e perfezionare i modelli di costo le telco potrebbero saltare un altro anno. La tesi è che possano avere bisogno di tempo per riorganizzare l’offerta in modo da attutire i mancati introiti derivanti dalla caduta del roaming (4 miliardi di euro per l’intero comparto, molto ma non una cifra da capogiro tutto considerato).

Nel dettaglio, se per un operatore il traffico roaming europeo genera più del 3% degli utili operativi di tutto il suo giro d’affari nella mobilità allora quella compagnia potrà chiedere alla sua autorità nazionale questa possibilità. Per giunta rinnovabile di anno in anno.


Le tariffe in vigore in Europa dal 2016

Una questione piuttosto artificiosa, visto che l’eliminazione di questi balzelli continentali era in discussione, fra corsi e controricorsi burocratici, da dieci anni. E d’altronde lo stesso roaming era già stato tagliato in passato, con molti operatori italiani che non si erano adeguati ed erano stati sanzionati dall’Agcom. Insomma, tempo per adeguarsi ce n’è stato, eccome. Senza contare che le tariffe all’ingrosso, piuttosto generose, promettono di tagliare fuori gli operatori minori dalla loro fruibilità europea restringendo dunque la concorrenza e spingendo al rialzo le tariffe degli altri servizi. Insomma, per certi versi un bel pasticcio.

Fra l’altro, anche per la stessa abolizione del roaming continentale non mancano sorprese, franchigie e riserve di vario genere. Per esempio gli operatori potranno farci pagare un prezzo aggiuntivo dopo una certa soglia di traffico voce, dati o messaggi. E in generale lo zero roaming varrà solo per chi sarà in viaggio per periodi medi-brevi: non sarà insomma consentito comprare una Sim italiana magari con servizi meno costosi di una tedesca e utilizzarla costantemente in Germania.

Le nuove linee guida tornano anche su questo punto. Il periodo di riferimento stabilito, per esempio, è quattro mesi. Se in quel lasso un utente usa la Sim più all’estero che in patria il roaming cade e subentrano sovrapprezzi (una sorta di miniroaming da 19 centesimi al minuto, 20 centesimi a MB e 6 centesimi per sms). Anche la quantità di dati a disposizione della navigazione all’estero potrà essere contingentata e comunque non corrisponderà a tutta la soglia a disposizione in Italia. Anche se dovrebbe essere più che sufficiente per evitare le sorpresine al rientro dalle vacanze o da un breve viaggio di lavoro.

(Simone Cosimi, via Wired.it cc-by-nc-nd)


Foto: elaboraz. B.Slovacchia

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