Lotta al traffico di materiali chimici e pericolosi: la Slovacchia c’è

La polizia slovacca insieme con quella ucraina collaborano ormai da tre anni nella lotta al traffico internazionale di materiali CBRN (chimici, biologici, radiologici e nucleari) al confine slovacco-ucraino, l’unico che ancora prevede controlli essendo una frontiera extra UE es extra Schengen.

Sono migliaia le sostanze chimiche pericolose che possono essere prodotte da una persona a casa propria, acquistabili facilmente, e dopo alcuni casi in passato di contrabbando di uranio e altre sostanze ad alto rischio attraverso il confine le due polizie hanno realizzato che era necessario un migliore scambio di informazioni, ha detto il capo dell’unità per il rilevamento dei materiali pericolosi della polizia slovacca, Mario Kern. La Slovacchia, ha detto Kern, non è la destinazione finale dei materiali, ma può essere utilizzata per il transito di tali sostanze verso altri paesi.

La polizia slovacca ha a disposizione attrezzature di elevata tecnologia per la rilevazione di sostanze pericolose, e in genere chi passa la frontiera nemmeno si accorge «che stiamo controllando veicoli e persone». La Slovacchia collabora in questo campo anche con altri paesi europei come Francia, Islanda e Repubblica Ceca. Il progetto di cooperazione transfrontaliera per il controllo del transito di sostanze pericolose è stato finanziato con fondi norvegesi e co-finanziato da risorse della Slovacchia.

(Red)


Foto: la frontiera slovacco-ucraina

Dobromir Sosnierz cc-by-sa 

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