Inizia domani in Parlamento la discussione per abrogare le amnistie di Meciar

Il Parlamento slovacco inizierà a discutere mercoledì 5 aprile la risoluzione per la revoca delle amnistie di Vladimir Meciar e la grazia rilasciata dall’ex presidente Michal Kovac (1993-98) al proprio figlio. Lo ha detto oggi dopo una riunione delle direzioni dei gruppi parlamentari il vice presidente del Parlamento e capo del gruppo Smer-SD, Martin Glvac. L’incontro è stato veloce e poco partecipato, ha detto Glvac, dicendosi sorpreso, data l’importanza della materia discussa. Assenti i rappresentanti di Libertà e Solidarietà (SaS) e il deputato Jan Budaj (OLaNO-NOVA) che aveva presentato una sua mozione per l’abrogazione delle amnistie, e anche il partito Siamo una famiglia di Boris Kollar ha inviato appena un parlamentare.

L’emendamento alla Costituzione che permette di annullare amnistie presidenziali, approvato la scorsa settimana con grande maggioranza bipartisan e firmato ieri dal presidente Kiska, è stato pubblicato stamane sulla Gazzetta Ufficiale. Ora sta al Parlamento, con una mozione presentata da almeno 30 deputati, procedere al voto per abrogare le amnistie di Meciar, una proposta della coalizione di governo cui diversi rappresentanti di opposizione avevano garantito l’appoggio. Per il voto serve l’assenso di almeno 90 parlamentari. In seguito il provvedimento andrà alla Corte costituzionale, che ha 60 giorni per valutarlo. In caso di mancata decisione entro il termine, il disegno di legge entrerà comunque in vigore.

Le amnistie di Meciar si riferiscono al rapimento del 1995 del figlio del presidente Michal Kovac e l’assassinio nel 1996 di Robert Remias, agente di polizia amico di un membro dei servizi segreti che fu testimone involontario del sequestro e teste chiave del caso.

(Red)


Foto nrsr.sk

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