Avviata cooperazione giudiziaria tra Italia e Repubblica Ceca

Praga, 31 marzo 2017. «Da oggi prende avvio la collaborazione giudiziaria tra l’Italia e la Repubblica Ceca». Lo ha dichiarato il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm) italiano Giovanni Legnini al termine di un confronto presso l’Ambasciata d’Italia a Praga con i massimi rappresentanti del sistema giudiziario ceco. «Malgrado gli ottimi rapporti diplomatici e la tradizione di lungo corso che lega i nostri paesi, una collaborazione nel campo giudiziario non era ancora stata avviata», ha sottolineato Legnini, aggiungendo che lo scopo della visita, cui ha preso parte anche il primo presidente della Corte di cassazione

Giovanni Canzio, era proprio quello di gettare le basi per questo tipo di intese.

Praga e Roma promuoveranno un’iniziativa bilaterale per lo scambio di informazioni giurisprudenziali da mettere a disposizione anche delle Corti europee. Obiettivo condiviso sul lungo periodo, la creazione di una rete europea di sentenze nazionali in materia di diritti individuali, sociali, del lavoro e della famiglia. Le altre attività in programma riguarderanno essenzialmente due settori: quello politico, con uno scambio di buone prassi tra il Csm e il ministero della Giustizia ceco in vista della riforma del sistema giudiziario nazionale, e quello tra gli ordinamenti giudiziari, con la possibile apertura ai magistrati cechi delle aule della Scuola di formazione del Csm.

Il primo presidente Canzio si è inoltre soffermato sull’urgenza di uniformare gli standard delle magistrature europee, «ed anche da questa necessità è nata l’idea dell’Ambasciatore Aldo Amati di promuovere questi incontri in Repubblica Ceca». In particolare, parlando dell’Italia, Canzio ha rimarcato «la necessità di velocizzare i sistemi e le pratiche giudiziarie», poiché un sistema giudiziario funzionante non è basato solo su soluzioni, ma anche su tempi di soluzione. In questo senso, è stata auspicata la rapida messa in atto di sistemi informatici complessi a servizio della magistratura. «La rivoluzione informatica che stiamo vivendo è lungi dall’essere compiuta e la magistratura deve seguirne gli sviluppi, non solo nella lotta alla criminalità organizzata, ma anche come strumento di trasparenza, accessibilità e verifica dei risultati», ha concluso il primo presidente. Il presidente della Corte suprema ceca Pavel Sàmal, il Procuratore generale Pavel Zeman e il presidente dell’Unione dei giudici, cechi Daniela Zemanovà, nel ribadire l’impegno delle istituzioni giudiziarie ad instaurare una collaborazione con l’Italia, hanno sottolineato il loro apprezzamento verso il modello di autonomia, indipendenza e autorevolezza incarnato dal Csm.

(Fonte Ambasciata d’Italia a Praga)

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