Un convegno sulla Legione cecoslovacca a Milano

Si svolge giovedì 6 aprile 2017 presso il Centro documentale dell’esercito a Milano il convegno “Sokol, penna e pugnale – La Legione cecoslovacca”, che ripercorre alcune vicende legate alla Legione cecoslovacca di Milan Rastislav Štefánik nell’Italia nord-orientale. Il 21 aprile 1918 il presidente del consiglio del Regno d’Italia Vittorio Emanuele Orlando firma, insieme al ministro della Guerra Vittorio Italo Zupelli ed al colonnello Milan Rastislav Štefánik, in rappresentanza del Consiglio nazionale cecoslovacco, una convenzione che dava vita in Italia al corpo militare della Legione Cecoslovacca. Štefánik ricevette poi, il 24 maggio successivo dalle mani di Orlando, la bandiera di guerra in una cerimonia solenne all’Altare della Patria.

La Legione era composta di volontari, in gran parte prigionieri di guerra ospitati nel campo della Certosa di Padula, in provincia di Salerno, inviati per l’addestramento a Foligno ed in altri centri dell’Umbria. Per disposizione dello Stato Maggiore, ai legionari vennero riconosciuti due simboli di valore dell’esercito: il cappello alpino ed il pugnale degli arditi. Sul cappello, al posto dell’aquila,

i legionari cucirono il falco, il sokol, lo stesso che dava il nome alla storica associazione sportiva, culturale e politica fondata a Praga da Myroslav Tirš e Jindřich Fügner. I legionari in Italia vestivano l’uniforme italiana e portavano mostrine biancorosse, i colori nazionali cecoslovacchi, senza stellette.


Legionari alla Certosa di Padula (SA)

Furono inviati al fronte, dove combatterono valorosamente sul fronte orientale, soprattutto a Fossalta di Piave ed al Doss Alto, consci che – qualora catturati – rischiavano il capestro (o la fucilazione dove la corda mancava). Ciò accadde in molti casi: a Conegliano, a Collalto, ad Oderzo, a Piavon, a San Stino di Livenza, a San Donà di Piave, ad Arco, a Riva del Garda. I legionari parteciparono anche alla leggendaria battaglia del Solstizio del 1918, sul fronte del Piave, contribuendo fattivamente alla vittoria italiana, come ricordato anche sul “Bollettino della vittoria”, il documento ufficiale con cui il generale Armando Diaz, comandante supremo del Regio Esercito, annunciò, il 4 novembre 1918, la vittoria dell’Italia e la disfatta nemica nella prima guerra mondiale..

Banditi per l’Austria-Ungheria, eroi per il movimento di indipendenza nazionale dei cechi e degli slovacchi. Alla fine del conflitto, al comando del generale Luigi Piccione, ritornarono nella patria finalmente libera ed indipendente – la Cecoslovacchia nata il 28 ottobre 1918 – per difenderne i confini, a sud dagli ungheresi, a nord dai polacchi. Štefánik, ministro della Guerra della nuova repubblica, ritornando in patria a bordo di un aereo italiano, morì nel Caproni precipitato in fase di atterraggio nei pressi di Bratislava.

Si tratta di una delle vicende meno “illuminate” della Grande Guerra, nota agli storici ma molto meno al pubblico. Eppure nel conflitto di un secolo fa, che fu “grande” anche perché sconvolse e rivoluzionò i canoni classici delle battaglie con strumenti di inusitata potenza distruttiva (nuovi aerei, nuovi carri armati, nuove bombe a mano, lanciafiamme e dispersori di gas venefici), trovarono collocazione, fra le poderose armate contrapposte, anche le agili Legioni cecoslovacche, espressione di un anelito indipendentista dal dominio austro-ungarico ed embrione militare di un nascente Stato autonomo collocato fra Polonia e Ungheria.

Il convegno vede l’intervento di diversi relatori, tra i quali Sergio Tazzer, ex giornalista Rai e presidente del CEDOS (Centro documentazione storica sulla Grande Guerra) che parlerà di Legione ceco-slovacca.

Quando: 6 aprile 2017, ore 9.00-12.30
Dove: Centro Documentale Esercito, via Monti 59, Milano
Info: sul sito Centenario1914-1918.it o su quello cedosgrandeguerra.it
Programma: QUI

Rispondi

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

news giorno x giorno

agosto: 2017
L M M G V S D
« Lug    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

ARCHIVIO

pubblicità google