Kiska firma l’emendamento che apre la strada all’abrogazione delle amnistie di Meciar

Il presidente Andrej Kiska ha firmato questa mattina in legge una proposta legislativa costituzionale che autorizza il Parlamento a revocare le amnistie e grazie presidenziali che sono in contrasto con i principi dello Stato di diritto democratico, un provvedimento spinto dalla coalizione di governo approvato giovedì con un voto bipartisan a larga maggioranza. Kiska si è detto compiaciuto del fatto che finalmente, venti anni dopo essere state emesse, le amnistie “immorali” di Vladimir Meciar «stanno per arrivare al loro termine». Kiska ha ringraziato per questo i parlamentari che hanno accettato di modificare la Costituzione nonostante le anche grandi differenze di opinione, e i cittadini e tutti coloro che hanno esercitato pressione sui politici per arrivare all’abrogazione delle amnistie.

L’emendamento prevede che le revoche di amnistie o indulti deve essere valutata entro 60 giorni dalla Corte costituzionale che dovrà confermare o respingere la decisione del Parlamento. Questa sarà valida anche se i giudici non riescono a raggiungere un verdetto entro il termine stabilito.

Ora servono almeno 30 legislatori che presentino una mozione per annullare le amnistie di Meciar, un voto che necessita di una maggioranza dei tre quinti del Parlamento (90 voti) e che si prevede potrà essere indetto questa settimana.

Le amnistie in questione si riferiscono al rapimento nel 1995 del figlio del presidente Michal Kovac, Michal Kovac Jr., e l’assassinio nel 1996 di Robert Remias, poliziotto che ha aiutato un testimone chiave del sequestro a nascondersi.

(Red)


Foto prezident.sk

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