Auto autonome, guerra tra giganti dell’IT e case automobilistiche

[di Adrienne LaFrance, The Atlantic] – La posta in gioco è molto alta. Le auto che si guidano da sole sono forse la più grande promessa tecnologica del ventunesimo secolo. Sono una di quelle poche tecnologie che potrebbero cambiare il mondo, ma sul serio, non nel modo in cui tutti, nella Silicon valley, parlano di cambiare il mondo. Tanto che il loro potenziale in termini di sicurezza al volante diventa quasi secondario rispetto alle trasformazioni economiche e culturali che potrebbero provocare.

Tutte le persone che oggi non possono guidare da sole, per esempio i non vedenti, potrebbero avere più libertà di movimento. Se le auto che si guidano da sole diventassero la norma, sarebbero creati e distrutti interi settori dell’economia, cambiando il mondo del lavoro, gli spostamenti in città, e il modo in cui le città stesse sono progettate e collegate tra di loro.

Costruire la tecnologia alla base di questi cambiamenti significa ottenere un grande potere. È per questo che la concorrenza è così forte. Ci sono un sacco di soldi in ballo. Parliamo di miliardi di dollari all’anno di potenziali profitti, forse di più. Tutti i principali protagonisti lo sanno. Per alcune aziende è una lotta per la vita o la morte e tutte vogliono uscirne vincitrici.

Waymo (ex Google)

Quando Google (oggi Alphabet) ha lanciato il suo programma di sviluppo di auto senza pilota nel 2009, non aveva alcuna concorrenza. L’idea di un’auto che si guidava da sola era culturalmente inedita: perfino le auto volanti della fantascienza del ventesimo secolo di solito avevano un pilota. Così quando Google ha cominciato a parlare pubblicamente del progetto, nel 2010, non era ancora chiaro quanto facesse sul serio. “Alcune di queste cose si riveleranno un grande successo, e altre svaniranno”, disse all’epoca un investitore al Los Angeles Times, riferendosi ai molti e insoliti progetti di Google.

Non sappiamo se sarà un grande successo, ma è ovvio che Google – che nel frattempo ha scorporato la sua divisione automobili autonome e ha creato un’azienda chiamata Waymo – si sta impegnando a fondo in questo compito. Le auto di prova circolano ormai nelle strade di quattro stati: California (dal 2009), Texas (dal 2015), Arizona (dal 2016) e Washington (2016).

Sul suo sito Waymo afferma di aver coperto più di tre milioni di chilometri con la guida automatica, perlopiù su strade cittadine. “Se consideriamo le ore passate in strada, è l’equivalente di oltre trecento anni di guida per un essere umano. Che si aggiungono al miliardo e mezzo di chilometri guidati nelle simulazioni nel solo 2016”.

Uber

Uber si è lanciata nel mondo delle auto senza guidatore in modo “uberesco”: con uno scandalo. Nel 2015 l’azienda che mette in contatto passeggeri e autisti ha assunto l’intero dipartimento di robotica dell’università Carnegie Mellon, circa quaranta esperti di robotica e ingegneri e alcuni tra i massimi esperti di sistemi di guida automatica.

[…continua…]

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Foto: un’auto a guida autonoma di Google (ottobre 2016) – naotoj cc-by-nc-sa
Sotto: auto autonoma di Uber (febbraio 2017) – zombieite cc-by

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