C’è l’accordo sull’abrogazione delle amnistie

Ieri 30 marzo i rappresentanti della coalizione di governo e dell’opposizione hanno concordato un’azione comune per annullare le grazie concesse da Vladimir Meciar, e in queste ore i tecnici delle due parti stanno lavoranti alle rifiniture del testo comune. Lo ha detto ieri mattina il vice presidente del Parlamento e leader di Most-Hid Bela Bugar. Egli ha tuttavia criticato l’approccio di alcuni politici dell’opposizione per i loro metodi «fuorvianti per politicizzare» la questione, che la scorsa settimana hanno «tentato di influenzare in tutti i modi i media e l’opinione pubblica». Bugar ha detto che ora la proposta della coalizione di abrogare le amnistie ha una seria prospettiva di essere approvata da tutte le forze politiche, al contrario della proposta avversaria del deputato di opposizione Jan Budaj (OLaNO-NOVA).

Bugar ha negato con forza l’idea che la proposta della coalizione (Smer-SD, SNS e Most-Hid) per cancellare le amnistie del 1998 sia solo una finzione, come accusa una parte dell’opposizione, e ha ricordato di avere sempre votato in passato a favore di progetti di legge costituzionali simili a quello di Budaj per porre rimedio alle amnistie, per vederli sempre bocciati dall’aula. Ma se in passato questi tentativi non hanno mai funzionato, «questa è la prima volta che trovo possibile l’abrogazione dei decreti di grazie», ha detto Bugar.

Il politico ha anche risposto, a chi critica la scelta del governo di presentare la proposta in Parlamento con procedimento accelerato (approvato martedì con 80 voti), che una volta approvata l’eliminazione delle amnistie quello che conterà sarà solo «se abbiamo votato ‘sì’ o ‘no’». Secondo lui, non ci sono ragioni per cui l’emendamento costituzionale possa venir annullato dalla Corte Costituzionale, che lo esaminerà una volta passato in Parlamento con la maggioranza qualificata del 60% (90 voti). La ministra della Giustizia Lucia Zitnanska, vice presidente di Most-Hid, aveva detto in aula che si tratta di una «questione di interesse pubblico» arrivare a cancellare le amnistie il più presto possibile. Senza il procedimento parlamentare accelerato il disegno di legge arriverebbe in aula in seconda lettura per l’approvazione definitiva forse nel mese di settembre.

L’accordo per sostenere la proposta di abrogazione costituzionale della maggioranza sarebbe stata firmata da tutti i partiti, inclusi sette parlamentari indipendenti, tranne il Partito Popolare Nostra Slovacchia (LSNS) di estrema destra. Dopo il voto in Parlamento, che dovrebbe tenersi la prossima settimana, l’emendamento sarà sottoposto all’esame della Corte costituzionale, che dovrebbe pronunciarsi entro 60 giorni. Passato questo termine diverrà effettiva in ogni caso la decisione parlamentare.

Per arrivare all’accordo la coalizione ha accettato due dei punti richiesti dall’opposizione: la garanzia che i reati graziati dalle amnistie non cadano in prescrizione e che il Parlamento sia rappresentato davanti alla Corte costituzionale da un rappresentante della coalizione e uno dell’opposizione (il deputato Peter Kresak di Most-Hid e Peter Kubina, entrambi avvocati costituzionalisti).

(Red)


Foto: Vladimir Meciar nel 1996 – cpj.org

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