L’Austria più rigida con l’Islam e i migranti

L’Austria vieta il velo in pubblico, si prepara a bandire la distribuzione del Corano e a rendere obbligatoria la frequentazione di corsi di lingua e cultura tedesca per i profughi nel primo anno del loro arrivo nel paese. Lo riportano i media austriaci precisando che le misure, preannunciate a febbraio, sono state approvate il 29 marzo dall’esecutivo di larga coalizione nel consiglio dei ministri che ha apportato modifiche al piano `sicurezza e integrazione´.

«Solo in questo modo le persone potranno elaborare il rispetto verso la società», ha affermato Sebastian Kurz (Oevp), ministro degli Esteri e dell’Integrazione, promotore del pacchetto di misure varato oggi.

Il provvedimento prevede in particolare il divieto del burqa e di qualsiasi altro tipo di velo che copra il viso delle donne nei luoghi pubblici.

Il governo di Vienna ha poi deciso di non far fronte agli impegni presi con la ricollocazione dei migranti in ambito UE, e se formalmente aveva accettato di accogliere rifugiati in attesa di asilo da Italia e Grecia in realtà ha fatto dietrofront. Il ministro degli Interni Sobotka, popolare, aveva annunciato a denti stretti che il suo paese avrebbe rispettato le promesse, ma è stato smentito dal collega socialdemocratico alla Difesa, Hanz Doskozil, secondo il quale l’Austria negli ultimi due anni ha già accolto «molte più domande d’asilo dell’Italia». Su questa linea si colloca anche l’annuncio del governatore del Tirolo che tutti i treni provenienti dall’Italia saranno controllati al Brennero, dove sarà costruito un binario speciale allo scopo.

(La Stampa cc-by-nc-nd)


Foto pixabay/CC0

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