Lo Stato ha rinforzato i controlli per i sussidi di Stato ad imprese dubbie

Sette aziende, circa un ottavo del totale, hanno perso i loro incentivi agli investimenti approvati dal governo nel corso degli ultimi cinque anni, ha scritto in un articolo dell’altro ieri il settimanale Trend. Tra di esse vi sono i contributi concessi all’uomo d’affari Vladimír Poór per il progetto di riattivazione delle vetrerie Slovglass di Poltár e ad Alexej Beljajev per una fonderia in località Prakovce, entrambe in regioni poco sviluppate della Slovacchia centro-orientale. Ma anche i progetti esagerati di RKN Global, del Theta Energy Group e di Midia Agro, per i quali il governo monocolore Smer-SD ha approvato stimoli subito prima delle elezioni del marzo 2016, sono stati accantonati.

Ma perlomeno in questi casi lo Stato non ci ha rimesso denaro pubblico, come invece è successo in alcuni progetti finanziati con fondi dell’Unione europea. La società Milenium Trading di Lučenec e la J&M Consulting di Snina, anch’esse nella Slovacchia centro-orientale, hanno ricevuto 26 milioni in totale, le somme più alte di risorse europee concesse ad aziende private nel periodo di programmazione 2007-13. Entrambe le società hanno presentato istanza al tribunale per la ristrutturazione del debito, e i loro stabilimenti sono fermi. Il governo vorrebbe evitare che cose del genere accadano di nuovo, e ora tutti gli aiuti agli investimenti sono valutati dal Ministero delle Finanze, e le condizioni per accedere a fondi europei sono state ristrette Nonostante questo, società considerate dubbie, scrive il settimanale, fanno ancora domanda di aiuti di Stato. Gli esempi più recenti sono le aziende Helske e Enviro Bau.

(Red)

 


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