Cerimonia in Parlamento per il 200° anniversario della nascita di Jozef M. Hurban

È stato ricordato ieri in Parlamento il 200° anniversario della nascita di Jozef Miloslav Hurban, primo presidente del Consiglio nazionale slovacco, una personalità della storia slovacca che ha lasciato «una grande eredità», ha detto il capo del Parlamento Andrej Danko esprimendo gratitudine per quanto ha fatto Hurban per gli slovacchi. La commemorazione ha avuto luogo davanti al busto di Hurban nel vestibolo dell’edificio del Parlamento, con discorsi e la posa di una corona di fiori.

Hurban, la cui data di nascita dovrebbe essere ricordata dagli slovacchi «come quella di un santo», ha «dedicato la sua vita alla lotta per la nazione slovacca», ha sottolineato Danko. In quei tempi duri Hurban fu tra i primi a esortare i cittadini slovacchi a difendere gli interessi della nazione prendendo le armi e «combattendo per i loro diritti e libertà». Nondimeno, Hurban è stato anche uno di quei pochi uomini che hanno dato un contributo essenziale alla codificazione della lingua slovacca, ha concluso Danko.

Nato il 19 marzo 1817 a Beckov (ora nella regione di Trencin), Jozef Miloslav Hurban è stato poeta, scrittore, storico letterario, giornalista, editore, rivoluzionario e pastore protestante, nonché figura chiave nel processo di codificazione della lingua slovacca, che allora non poteva essere insegnata a scuola in una nazione oppressa dal Regno d’Ungheria, di cui egli era tra i principali oppositori. Hurban fu primo presidente del Consiglio nazionale slovacco e personalità cardine dell’insurrezione slovacca del 1848. Ebbe un ruolo fondamentale anche nell’organizzare la vita culturale slovacca al tempo del Risorgimento nazionale. Il suo sentimento patriottico nacque con la frequentazione di Ľudovít Štúr, un altro dei padri della patria slovacca, suo compagno al liceo evangelico di Presburg, l’odierna Bratislava. Nel 1861 fu tra i redattori del Memorandum della nazione slovacca, documento che avanzava richieste di una soluzione costituzionale della questione slovacca nell’ambito dell’Impero austriaco e che fu presentata al Ministero degli Interni di Vienna. Fu membro del comitato ristretto del Memorandum, ambasciatore del Memorandum, grande difensore della concezione della soluzione costituzionale proposta da Štefan Marko Daxner. Nel 1863 fu tra i membri fondatori della Matica slovenská.

(Red)

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