Il presidente Kiska e i voli di Stato: parlamentari vogliono dettagli

Secondo articoli di alcuni media slovacchi (Aktualne.sk e Pravda), il presidente Andrej Kiska utilizza l’aereo di Stato anche per viaggi che non sono sempre e solo di lavoro, così dice una richiesta formale al ministro degli Interni redatta dal deputato Martin Nemky (Smer-SD) e firmata da altri 127 colleghi perché presenti al Parlamento una relazione completa sull’utilizzo dei voli di Stato da parte del presidente della repubblica e anche di altri alti funzionari dello Stato.

Il ministro Robert Kalinak (Smer-SD) dovrebbe dunque andare in aula a informare i parlamentari dell’uso degli aerei di Stato, che sono gestiti da un dipartimento del ministero degli Interni, dei funzionari statali di alto livello. La curiosità dei deputati riguarda un periodo di un paio di anni, tra il 2015 e il 2017.

Già nella primavera 2015 Kiska era finito nel ciclone con l’accusa di aver utilizzato un aereo governativo per volare a Poprad ogni fine settimana, dove vive la sua famiglia. Nei primi nove mesi della sua presidenza, secondo la rete televisiva TA3, aveva fatto 42 voli per Poprad con un jet Yak-40, che il settimanale Plus 7 dni diceva costare circa 5.000 euro per andata e ritorno tra la capitale e la città sotto i monti Tatra. Kiska aveva dribblato le critiche dicendo che gli era stato detto di fare così direttamente dal ministro Kalinak, secondo il quale l’equipaggio e i piloti della flotta governativa erano comunque obbligati a fare un certo numero di ore di volo all’anno per mantenere l’abilitazione. I precedenti presidenti non avrebbero mai fatto uso di velivoli di Stato per i loro spostamenti privati.

(Red)


Foto: Kiska in Brasile, agosto 2016
portalfab cc-by-nc-sa

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