Russi interessati all’aeroporto di Bratislava. Ministero: niente di certo per ora

La società di investimento russa Novaport avrebbe espresso interesse nei giorni scorsi per l’aeroporto internazionale di Bratislava, secondo quanto riportato dall’emittente televisiva pubblica RTVS. Il maggior proprietario della società, Roman Trocenko, ha detto nel corso di una intervista all’agenzia di stampa russa Interfax di volersi espandere nell’Europa centrale e orientale, e che Bratislava rientra in quest’ottica. Novaport, fondata nel 2002, gestisce e ha la proprietà di diversi aeroporti in Russia ed è parte del gruppo di investimento internazionale AEON Corporation. Nel 2016 ha firmato un memorandum di cooperazione con il ministero dei Trasporti slovacco.

Il ministero informa che al momento nulla è stato deciso non ci sono state discussioni operative sul futuro dell’aeroporto. Il memorandum, ha detto una fonte del ministero ai media, indica soltanto la volontà di discutere della questione ma non impegnata in alcun modo le due parti.

Lo scalo principale della Slovacchia è da un decennio almeno al centro della discussione dei vari governi che si sono succeduti. Privatizzato negli anni 2000 dall’allora governo di Mikulas Dzurinda, nel 2006 l’esecutivo di Robert Fico appena insediato aveva annullato l’operazione. Il premier Fico è tutt’ora contrario a privatizzare l’aeroporto e anche recentemente ha dichiarato che fino a quando lui sarà primo ministro non accetterà mai tale soluzione in quanto lo scalo è uno degli asset strategici del Paese e lo Stato dovrebbe mantenerne il controllo. È invece aperto ad altre soluzioni, prima fra tutte l’affidamento a un partner di lungo periodo che possa svilupparne appieno le potenzialità, investendo quanto necessario.

Il governo di centrodestra di Iveta Radivcova (2010-2012) aveva fatto una analisi per cedere l’aeroporto in locazione a un investitore per un periodo di 30 anni. Nella legislatura successiva il ministro Jan Pocatek (Smer-SD) era arrivato alla conclusione che la migliore soluzione sarebbe trovare un partner strategico di lungo termine. In dicembre l’attuale ministro Arpad Ersek (Most-Hid) aveva citato l’interesse di società con sede in Cina, Corea del Sud e Singapore ma aveva dichiarato che il governo non aveva in programma incontri con tali aziende fino a quando non sarà redatto un piano chiaro sul futuro dell’aeroporto, che in ogni caso esclude la vendita. Nel piano di lungo termine (affitto o ingresso di investitori strategici) andrebbe anche considerata la creazione di una nuova compagnia aerea di bandiera, un piano del resto indicato sul manifesto di programma dell’attuale coalizione di governo.

(La Redazione)


Foto bts.aero

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