Gruppo di Visegrad unito malgrado tutto, dice Lajcak

I paesi membri del Gruppo di Visegrad non sono sempre d’accordo su tutto, ma non ne fanno un dramma, ha detto il ministro slovacco degli Esteri Miroslav Lajcak (Smer-SD) l’altro ieri riferendosi allo strappo con Varsavia sulla rielezione del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Il governo polacco non voleva Tusk e aveva presentato un candidato alternativo. Ma gli altri 27 leader europei hanno alla fine votato per Tusk, inclusa la Slovacchia che ha preferito “uno che conosce bene la regione” centroeuropea ed è apprezzato dalla stragrande maggioranza dei paesi membri. Lajcak ha detto che i polacchi hanno spiegato i loro argomenti e noi abbiamo «tranquillamente parlato della nostra buona esperienza con Donald Tusk, e dell’importanza di avere un presidente del Consiglio europeo che viene dalla nostra regione». Inoltre, è stato spiegato ai polacchi che non sostenere Tusk poteva significare trovarci con un altro funzionario «che non ha un tale rapporto con questa regione».

Secondo Lajcak iI primo ministro slovacco Fico ha detto direttamente a Jaroslaw Kaczynski, capo del partito polacco al governo Legge e Giustizia (PiS), che la Slovacchia non era d’accordo con la posizione polacca, ma questo non avrebbe avuto influenza sulle relazioni tra i due paesi. Del resto, ha spiegato Lajcak, il Gruppo di Visegrad non opera sulla base dell’unità assoluta. Lo stesso giorno il portavoce del governo polacco ha confermato che la rielezione di Tusk non avrà alcun impatto sulla cooperazione nell’ambito del V4.

(Red)


Foto consilium.europa.eu

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