Cooperazione Slovacchia-Iran: si tratta su industria automobilistica, miniere, energia e ricerca congiunta

Durante la recente visita in Iran dei ministri slovacchi Pellegrini, Kazimir e Ziga sono state sviluppate discussioni importanti per le future relazioni commerciali e industriali tra i due paesi. Industria meccanica, estrazione mineraria e industria automobilistica, oltre alla ricerca, sembrano essere i campi più promettenti per attività delle aziende slovacche sul mercato iraniano, ha detto al ritorno dalla missione a Teheran il vice primo ministro per gli Investimenti Peter Pellegrini.

Ad esempio, ha detto, le imprese dell’auto slovacche potrebbero avere interesse a partecipare al comparto automobilistico iraniano, che oggi produce oltre 1,4 milioni di veicoli all’anno. Nel corso della visita è stato firmato al proposito un memorandum di intesa tra Barez, il maggior produttore di materie plastiche in Iran e la slovacca Mesanac european research and technical centre (Mertc) per un progetto del valore di 40 milioni di euro per l’ampliamento della produzione di pneumatici per autocarri in Iran. In base all’accordo, che prevede la firma entro pochi mesi di un contratto per la produzione di macchinari necessari alla fabbricazione di pneumatici, si stima che la società slovacca ne ricaverà un fatturato di almeno 25 milioni di euro.

Mujeres en las calles de Teherán

Entità slovacche sono anche interessate a offrire servizi e tecnologie per il settore minerario dell’Iran. Gli iraniani hanno mostrato interesse per un progetto di ricerca dell’Università Tecnica di Kosice (TUKE), che ha testato una nuova tecnologia per perforazioni  in profondità più efficienti e veloci. Pellegrini ha detto inoltre che sarebbe auspicabile organizzare a breve una missione in Iran di ricercatori dell’Accademia slovacca delle scienze (SAV) e rappresentanti delle università e dei parchi tecnologici slovacchi. Perché la cooperazione bilaterale non deve essere sempre legata solo ad accordi commerciali, ha detto Pellegrini, «ma può anche essere focalizzata su progetti di ricerca congiunti». L’Iran ha investito molti soldi in ricerca e sviluppo durante il regime di sanzioni internazionali, e dei risultati di tale ricerca «potrebbero beneficiare entrambi i paesi», ha detto il vice premier slovacco, che immagina per i prossimi mesi sviluppi molto interessanti dalla cooperazione con Teheran.

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Durante la missione i ministri slovacchi e le organizzazioni che li accompagnavano (tar l’altro, l’agenzia per gli investimenti Sario) hanno svolto incontri di alto livello con i funzionari della Repubblica Islamica dell’Iran e con le organizzazioni responsabili per commercio e investimenti. Il ministro Ziga, indicando l’importanza della missione di imprese slovacche in un paese che si sta aprendo al mondo dopo decenni di embargo, ha detto che «il ruolo dei politici è quello di aprire la porta, ma poi devono essere gli imprenditori a far seguire azioni concrete». L’Iran, ha detto, è un mercato di 80 milioni di persone, con significative risorse minerarie e capacità industriali, dove il marchio “Cecoslovacchia” è conosciuto dal secolo scorso, soprattutto nel ramo meccanico, e la Slovacchia potrebbe ricavarne grande profitto. In ogni caso, la dimensione del paese è tale che sarebbe il caso, ha detto Ziga, di agire in modo coordinato anche con gli altri paesi di Visegrad per una collaborazione congiunta. A questo proposito Ziga ha auspicato l’organizzazione di un prossimo vertice dei membri di Visegrad nel formato V4+ con i rappresentanti dell’Iran.

(La Redazione)


Foto: strade di Teheran,
Rafael Robles cc-by

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