Accordo UE-Gazprom per gas a prezzi competitivi in Europa. La Slovacchia chiede garanzie

La Commissione europea ha annunciato lunedì un accordo con Gazprom che esonera il gruppo energetico monopolista russo dal pagamento di una sanzione fino al 10% del suo fatturato annuo per pratiche anticoncorrenziali, in cambio dell’impegno di Gazprom a garantire il libero flusso di gas in tutta Europa a prezzi competitivi. Ad essere garantiti sarebbero in particolare paesi come Bulgaria, Repubblica Ceca, i tre Stati Baltici, Polonia, Ungheria e Slovacchia. La firma rientra in una più ampia intesa che determinerà il futuro delle relazioni UE-Russia e la politica energetica europea, scrive Euractive, una mossa che porterà presumibilmente all’approvazione del controverso progetto di gasdotto Nord Stream 2, una questione in sospeso tra Bruxelles e Mosca dalle vaste implicazioni economiche e geopolitiche.

Il protetto Nord Stream 2 è una joint venture di Gazprom con la francese Engie, l’austriaca OMV, l’olandese Royal Dutch Shell e le tedesche Uniper e Wintershall che dovrebbe trasportare 55 miliardi di metri cubi di gas naturale russo all’anno. Il gasdotto ambisce a raddoppiare la condotta esistente sul letto del Mar Baltico per portare il gas russo direttamente in Germania, aggirando l’Ucraina e i paesi dell’Europa centro-orientale. L’iniziativa ha provocato reazioni di ostilità da paesi come la Slovacchia, che perderebbe centinaia di milioni all’anno a causa del mancato passaggio del gas sul suo territorio. Si è calcolato che l’introito dal transito del gas in Slovacchia ammonti a circa l’1,5% del PIL nazionale.

Inoltre, per ammissione del commissario all’Energia Maros Sefcovic, il raddoppio del gasdotto non farebbe che rafforzare ancora di più la posizione dei russi quali operatori dominanti sul mercato del gas naturale in Europa, e va contro la politica europea che negli ultimi anni ha scelto di diversificare le fonti per l’approvvigionamento di gas ad altri operatori e paesi, non escluso il gas di scisto proveniente dall’America.

D’altro canto, Berlino insiste per dare luce verde al progetto che renderebbe la Germania un importante hub continentale di gas in Europa. La decisione dovrebbe essere presa dalle autorità europee nei prossimi mesi, forse dopo le elezioni in Germania in settembre.

Slovacchia e Polonia, ma anche l’Ucraina, stanno in questi mesi negoziando con Bruxelles per ottenere la garanzia che una certa quantità di gas continuerà a passare dalle loro condotte anche dopo l’apertura del Nord Stream 2, così da mantenere una quota dei loro profitti per il transito. Intanto la Commissione UE vuole anche essere certa che sarà possibile mantenere il flusso inverso tra Ungheria e Slovenia, e Germania e Polonia, nonché tra Slovacchia e Ucraina, paesi che saranno i più colpiti dall’aumento della capacità della condotta del Baltico. Gli accordi presi con Gazprom infatti non garantirebbero per il momento la cessazione della strategia russa di dividere l’Europa in due parti, con prezzi più bassi per l’Europa occidentale e più alti per i mercati dell’Europa centro-orientale.

(La Redazione)


Foto: stazione di pompaggio di Vojany,
al confine slovacco-ucraino | vlada.gov.sk

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