La coalizione si accorda per abrogare le amnistie di Meciar

I leader della coalizione di maggioranza composta dai partiti Smer, SNS e Most-Hid si è riunita ieri per discutere della questione relativa alle amnestie che l’allora premier e presidente ad interim Vladimir Meciar concesse nel 1998 per i crimini commessi riguardo al rapimento del figlio dell’ex presidente della Repubblica Michael Kovac tre anni prima.

La questione è da settimane di grande attualità a causa di una discussione prevista in Parlamento nella sessione di questo mese dopo che, sull’onda della morte del presidente Kovac, l’autunno scorso il deputato Jan Budaj (OLaNO-NOVA), uno dei protagonisti della Rivoluzione di velluto del 1989, ha presentato una nuova proposta per abrogare le amnestie e finalmente indagare a fondo, vent’anni dopo, su quei fatti in cui si ritengono responsabili i servizi segreti (SIS) su mandato dello stesso Meciar. Indagini che proprio le amnestie di Meciar hanno congelato e il cui fascicolo è tenuto sotto chiave. Proprio pochi giorni fa è arrivato sui grandi schermi un film che ripropone la storia come sipensa che sia andata realmente, sulla base delle testimonianze divenute pubbliche, e soprattutto sulla base delle dichiarazioni del principale accusatore del SIS, l’ex agente Oskar Fegyveres, che involontariamente si trovò coinvolto e si dette alla macchia per salvarsi la pelle. Da allora si ritiene che viva all’estero sotto falsa identità.

Grande baccano e una vasta discussione pubblica hanno suscitato la scorsa settimana anche le dichiarazioni di Vladimir Meciar al programma Téma dňa sul canale tv TA3, che ha difeso il suo operato e secondo diversi commentatori ha detto un sacco di falsità. Tra le altre cose, ha cercato di sostenere che non è possibile in alcun modo abrogare delle amnistie presidenziali e che lui non può dire tutta la verità sui fatti di allora perché sarebbe a rischio la stabilità democratica del Paese.

In questa atmosfera, e con il partito di coalizione Most-Hid a favore dell’abolizione delle amnistie, ieri si sono riuniti i maggiori rappresentanti dei tre partiti di maggioranza che hanno alla fine concordato su una soluzione che sarà presentata alla seduta del consiglio dei ministri di domani 15 marzo.

La coalizione di governo, ha detto il primo ministro Robert Fico (Smer-SD) dopo la riunione, ha deciso di sostenere la rottamazione delle amnistie, e ne vuole «affrontare la revoca […] in modo costituzionale». Fino ad ora il piano sostenuto dall’opposizione non rappresenta infatti un “approccio costituzionale”, ha detto il premier. «Siamo pronti a votare per abrogare i condoni presidenziali, ma prima dobbiamo fare una modifica rilevante alla carta costituzionale», ha dichiarato Fico a nome della coalizione. Secondo la soluzione proposta, il Parlamento e la Corte costituzionale dovranno essere investiti di poteri che consentano di agire e aprire la strada ai parlamentari per annullare le amnistie. I dettagli del piano saranno dati domani. Nella proposta è inclusa anche la revoca dell’amnistia concessa dall’ex presidente Michal Kovac per concedere la grazia a suo figlio Michal jr., sospettato a suo tempo di crimini economici.

Per Fico si tratta di una giravolta ad U rispetto alle sue note posizioni sulla questione. Fino a poche settimane fa infatti sosteneva che non era possibile abrogare legalmente le amnistie, ma nel frattempo l’atmosfera è cambiata, non solo nell’opinione pubblica ma anche tra diverse personalità di alto livello all’interno del suo partito, e i tempi sembrano maturi per arrivare finalmente alla fine dei giochi.

A Fico ha fatto eco il leader del Partito Nazionale Slovacco (SNS) Andrej Danko, secondo il quale «vogliamo farlo in modo giuridicamente ineccepibile». La soluzione ha soddisfatto anche il capo di Most-Hid, Bela Bugar, che una settimana prima si era trovato testa a testa a controbattere in televisione con l’ex premier Meciar. Questo compromesso «consentirà la rimozione delle amnistie di Meciar», ha detto Bugar, con il Parlamento che potrà «agire in conformità con la Costituzione». Il voto rimane previsto alla prossima sessione parlamentare, e se non si faranno dei giochetti «l’intero il Parlamento può dare il proprio sostegno all’abrogazione di queste amnistie», ha affermato il leader moderato.

(La Redazione)


Foto: da sinistra Danko, Fico
e Bugar smertv.sk

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