Rilasciata la donna che ha diffamato il Corano

La Corte Suprema ha deciso per il rilascio di Sheila Sz., la donna che ha urinato sul Corano che sarà ora sottoposta alla supervisione di un addetto alla sorveglianza. La donna, accusata di produzione di materiali estremisti, reato di diffamazione di razza e confessione religiosa e incitamento all’odio sulla base di nazionalità, razza ed etnia, dovrà rimanere a disposizione delle autorità per ulteriori interrogatori, non potrà viaggiare o svolgere alcuna attività che possa causare altri reati.

Sheila Sz. era stata posta in custodia cautelare il 19 febbraio nel procedimento preliminare su decisione del giudice della Corte penale specializzata di Banská Bystrica. Il suo arresto era avvenuto nella città di Ruzomberok due giorni prima, il 17 febbraio, ma il reato del quale è accusata è stato commesso nel mese di dicembre, quando aveva pubblicato una registrazione video nella quale sullo sfondo di una bandiera slovacca aveva mostrato una copia del Corano (in lingua inglese), ne aveva strappato le pagine, l’aveva buttato a terra e lo aveva bruciato, urinando inoltre sulle pagine strappate. Per tutto il tempo aveva pronunciato parole di odio nei confronti dei musulmani, da lei definiti «parassiti che sono peggiori della scabbia. Se non sanno adattarsi al nostro stile di vita, allora non hanno nessuna ragione di venire qui».

Inizialmente il video non aveva avuto molto riscontro, fino a che l’imputata non ha creato a metà febbraio un evento su Facebook che ha richiamato molta più attenzione, anche quella delle autorità della polizia criminale (NAKA). Nel complesso sarebbe stato visualizzato circa 150mila volte. Secondo alcuni tabloid la storia della ragazza è piuttosto complessa; lei viveva con la madre in condizioni difficili, ha un figlio di sette anni affidato a un’altra famiglia, ha passato un periodo in una struttura di risocializzazione e da ragazzina è stata presumibilmente violentata da un gruppo di uomini. Nel video aveva anche ammesso di essere stata in passato molestata da musulmani. In altri video aveva inveito contro i rom.

I reati di cui è accusata rientrano nella categoria dei crimini di ispirazione estremista di recente oggetto di una stretta legislativa con l’intento di frenare la deriva in atto in questi anni nella società slovacca. Questo è il secondo caso sono applicate le nuove norme, che includono la custodia cautelare, dopo l’aggressione per motivi razziali di cui è stato vittima in gennaio un giovane francese di colore in un bar a Banska Bystrica. La donna possono costarle tra sei mesi e sei anni di carcere, scrive Sita.

Secondo alcuni analisti di sicurezza, l’azione della donna potrebbe portare alcuni rischi per la Slovacchia, considerando la bandiera nazionale ben visibile dietro le spalle dell’imputata, soprattutto se altri emulatori dovessero seguirne l’esempio. Un esperto di estremismo ha scritto sul suo blog sul quotidiano Dennik N che sui social media vicini agli ambienti estremisti slovacchi Sheila Sz. è stata definita subito “la Giovanna d’Arco del XXI secolo”, anche se molti, anche membri del partito di estrema destra LSNS di Marian Kotleba, hanno disapprovato il gesto.

(La Redazione)


Foto: frame da video Youtube

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