I paesi di Visegrad: no “più Europa” ma un’Europa migliore

Non “più Europa”, ma un’Europa migliore; questo vogliono i paesi di Visegrad, i cui primi ministri hanno convenuto giovedì scorso in un vertice straordinario a Varsavia la necessità di riformare l’UE, come sottolineato in una dichiarazione comune adottata in vista del prossimo vertice europeo previsto il 25 marzo a Roma in occasione dell’anniversario dei 60 anni della firma del Trattato di Roma. È evidente la necessità di riformare l’Unione europea, ma per il momento la preparazione del vertice di Roma è deludente, ha detto Fico dopo la riunione, preoccupato che l’appuntamento di Roma sia più un convegno dei singoli interessi nazionali («che non aiuterà nessuno»), piuttosto che marcare l’importante anniversario di 60 anni di Europa unita e «dire chiaramente che cosa fare con l’UE». Fico ha detto di sperare che per quella data ci sarà un testo chiaro che potrà essere sottoscritto da tutti gli Stati membri e «in un clima di festa». Riferendosi alla dichiarazione comune degli Stati Visegrad, Fico ha detto che «i nostri paesi (del V4) stanno dichiarando sostegno all’UE» e che «vogliamo sviluppare ulteriormente l’Unione. Se a volte critichiamo, è solo perché vogliamo una migliore Europa».

Il giorno successivo, venerdì, Fico ha dichiarato, dopo un incontro con il Segretario di Stato britannico per la Brexit David Davis che se dovesse andare avanti un’Europa a più velocità, «la Slovacchia vuole e deve esserne parte», rimanendo «al centro dell’integrazione europea», come parte di una «categoria superiore» di Stati. Lo scenario indicato di un “cuore” di paesi più integrati, che riporta al primo punto del Libro bianco di Juncker («chi vuole di più faccia di più», è stato confermato dal vertice dei leader di Germania, Francia, Italia e Spagna di lunedì a Parigi. L’Europa deve saper dimostrare la «solidarietà a Ventisette ma anche la capacità di avanzare a ritmi diversi», è il messaggio condiviso dalle quattro maggiori economie dell’Unione post-Brexit.

Al Consiglio informale dell’UE di domani 9 marzo a Bruxelles la delegazione slovacca sarà guidata dal primo ministro Robert Fico, che ha specificato che i temi principali del vertice saranno l’occupazione, la crescita e la competitività, la sicurezza e le relazioni esterne. Oltre alla questione migratoria, sulla base dei risultati della riunione informale dei leader che si è tenuta a Malta in febbraio.

(La Redazione)


Foto premerrp CC0

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