75 anni fa nasceva Voice of America, la radio che parlava (anche) ai cecoslovacchi

Voice of America (VOA), servizio radiotelevisivo ufficiale del governo federale Usa, fu fondata nel febbraio 1942 allo scopo di aumentare gli sforzi di guerra degli Stati Uniti con una stazione radio internazionale. Inizialmente in quattro lingue (inglese, tedesco, francese e italiano), le sue prime trasmissioni per la Cecoslovacchia iniziarono il mese successivo e furono soprattutto note agli ascoltatori per i programmi del duo di attori cechi Jiří Voskovec e Jan Werich, che allora si trovavano a New York. In seguito, Werich ritornò in Cecoslovacchia, mentre Voskovec rimase negli Stati Uniti e continuò a trasmettere su VOA. Regolata da una legge solo nel 1976, sotto la presidenza di Gerald Ford, VOA aveva l’obiettivo di essere una fonte “affidabile e autorevole” per una informazione “accurata, obiettiva e completa”.

Negli anni ’50, come già succedeva in altri paesi del Patto di Varsavia, il regime cecoslovacco ottenne di disturbare in modo incessante il segnale della radio, fino alla metà del decennio successivo. Una politica ripresa poi subito dopo l’invasione sovietica del 1968, per essere abbandonata completamente nel 1973.

I critici sostengono che Voice of America serviva principalmente a diffondere la propaganda degli Stati Uniti, in Cecoslovacchia durante il comunismo fu per molti una alternativa ai mezzi di informazione controllati dal partito. E nei tardi anni ’70 la stazione fu la sola fonte di notizie radio per i cecoslovacchi riguardo al movimento di protesta Charta 77. È da diversi storici considerata avere avuto un ruolo importante nella caduta del comunismo (insieme anche a Radio Free Europe e Radio Vaticana).

Negli anni ’80 Voice of America ebbe anche un corrispondente a Praga, il giornalista statunitense Jolyon Naegele, che parlava ceco, cui fu permesso di trasmettere per una sorta di reciprocità: la Radio Cecoslovacca aveva un corrispondente a New York, che non si limitava parlare di Nazioni Unite, come avrebbe dovuto, e il governo Usa pretese l’accreditamento di un suo giornalista nella capitale cecoslovacca. Dopo la Rivoluzione di Velluto e il ritorno della democrazia nel blocco ex comunista dell’est europeo ha fatto scemare l’interesse nella stazione radio, che ha cessato le trasmissione in ceco nel 2004. È tuttavia ancora attiva in oltre 40 lingue in radio, televisione e via internet.

(La Redazione, fonte Radio Praha)


Illustr.: BSlovacchia

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