TriGranit: se la legge cambia potremmo spostare Metropolis in Ungheria

La Slovacchia, scrive oggi in prima pagina Hospodarske Noviny, potrebbe perdere uno dei più grandi – ma anche più controversi – investimenti nella sua storia. Metropolis, il grande progetto dell’ungherese TriGranit del valore di 1,5 miliardi che sarebbe dovuto sorgere nei pressi di Bratislava-Petrzalka diventando la Las Vegas centro-europea, sarà forse costruito invece in Ungheria. «Se la legislazione venisse considerevolmente cambiata, valuteremo un trasferimento del progetto Metropolis in Ungheria», ha detto Gabor Zaszlos, presidente del CdA della società ungherese TriGranit, che è il developer del progetto, mentre l’investitore è la più grande società di casinò del mondo, la Harrah’s, che vanta locali per l’entertainment e hotel a Las Vegas e Atlanta, tra gli altri.

Eventuali modifiche alla normativa, che era stata realizzata dal Ministro delle Finanze Jan Pociatek (Smer) lo scorso anno, potrebbe cancellare i vantaggi che la società avrebbe ottenuto investendo in Slovacchia. La legge si basa sul principio che le imposte pagate dalla società calano in diretta proporzione al fatturato del casinò. L’attuale Governo non è però d’accordo con questo privilegio, e già pochi giorni dopo il suo insediamento nel Luglio scorso aveva dichiarato che avrebbero cancellato le norme ad-hoc. Inoltre, la gente di Bratislava ha più volte espresso preoccupazioni sul fatto che il Casino potrebbe portare criminalità nella zona, e sono state raccolte 125.640 firme in una petizione per fermare il progetto, che è stata portata al Presidente del Parlamento lo scorso 7 Settembre. Tra i promotori, associazioni civiche e organizzazioni religiose che non vogliono che il gioco d’azzardo diventi un’abitudine per i giovani slovacchi. Dopo la petizione, TriGranit aveva fatto notare che il casinò in realtà è soltanto il 2% dell’intera superficie del progetto, che comprende alcuni hotel, ristoranti, golf e wellness, centro congressi e parco acquatico. Secondo Trigranit, 5.000 potrebbero essere i posti di lavoro permanenti, con 600 milioni di euro di entrate fiscali all’anno per il bilancio dello Stato.

Anche l’Austria si era dichiarata contraria all’idea di un complesso del genere a poche centinaia di metri dalla linea immaginaria che è ora il confine tra Austria e Slovacchia, e il Ministro delle Finanze aveva dichiarato che per loro sarebbe diventato impossibile controllare i propri confini. Che sia invidia?

(La Redazione)

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