In Ucraina 1,8 milioni di rifugiati interni

Claudia Bettiol da SUMY, UCRAINA – La guerra del Donbass, in corso nell’Ucraina orientale da ormai quasi tre anni, ha costretto centinaia di migliaia di persone a fuggire dalle città coinvolte nei bombardamenti. Nonostante il desiderio di tornare nelle loro vecchie case e riprendere la vita quotidiana di prima, molti hanno trovato rifugio all’estero, chiedendo asilo agli stati dell’Unione Europea o partendo verso la vicina Russia. Altri, tuttavia, hanno scelto di non abbandonare il loro Paese natale, sperando in un cambiamento e cercando una sistemazione temporanea all’interno del territorio ucraino.

Vivere da sfollati nel proprio Paese

Secondo il Ministero degli affari sociali dell’Ucraina, i rifugiati interni ammontano a circa 1,8 milioni di persone, un numero da non sottovalutare. Un ulteriore problema che si somma alle già numerose difficoltà che deve affrontare l’Ucraina. L’Internal Displacement Monitoring Centre afferma che con queste cifre l’Ucraina occupa un posto rilevante nella classifica mondiale degli sfollati interni, tanto che la crisi domestica dei rifugiati è considerata come una delle più grandi d’Europa dopo le guerre jugoslave del 1991-2001.

Le storie di queste persone sono tante, spesso simili fra loro: si fugge da casa per sottrarsi ai costanti bombardamenti, in attesa di ritornare dopo poche settimane e di riprendere la solita routine, sperando di non trovare solo macerie. Eppure, nonostante i numerosi accordi di cessate il fuoco, i bombardamenti continuano e gli sfollati interni non rivedono ormai casa dall’estate del 2014.

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Sfollati nella regione di Lugansk, settembre 2016
Foto OSCE/Evgeniy Maloletka cc-by-nc-nd

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