Migliorano le indagini dei casi di violenza domestica

L’anno scorso la polizia slovacca ha indagato oltre 600 casi di violenza domestica in più in confronto all’anno precedente, aumento che viene attribuito a un cambio di atteggiamento della polizia, ha scritto Pravda alcuni giorni fa. I casi di violenza in famiglia, una piaga molto difficile da estirpare, sono ora meno sottovalutati e le denunce – cui le vittime giungono solo in una percentuale ridotta dei casi – non finiscono più così spesso nel cestino, o derubricate da reato penale a semplice infrazione. È comunque ancora necessario educare gli agenti di polizia per rispondere in modo adeguato alla violenza familiare, e un aiuto arriva anche dall’uso nelle stazioni di polizia dal mese di gennaio di un nuovo questionario realizzato in collaborazione con psicologi.

Se due anni fa le autorità hanno aperto un’azione penale per 1.784 casi, arrivando a elevare accuse formali per 272 indagati, nel 2016 le indagini hanno riguardato ben 667 atti di violenza domestica in più. Uno sviluppo arrivato dopo che sono divenuti pubblici grazie ai media diversi casi di abuso su donne che le autorità giudiziarie avevano minimizzato o preso sottogamba.

Un anno fa era arrivato un richiamo del Procuratore generale Jaromir Ciznar agli agenti di polizia, che a suo dire non documentavano con accuratezza questo tipo di denunce e ne sottovalutavano il valore e le conseguenze. Ciznar ordinò poi un’inchiesta, che dovrebbe essere completata a breve, su come questi casi venivano trattati da polizia e organi giudiziari

Pravda ricorda alcune vicende che sono accadute negli ultimi anni e sono arrivate sulle pagine dei giornali. Ad esempio quella di un medico di Trencin che ha più volte minacciato la moglie e i figli e che, dopo aver violato il divieto di avvicinarsi alla famiglia ed essere stato incarcerato con una sentenza del tribunale distrettuale, è poi tornato libero grazie all’appello al tribunale regionale. Un caso che si trascina dal 2014 e ancora non si è concluso.

Un assistente sociale dice al giornale che una donna che si reca dalla polizia per denunciare maltrattamenti domestici, anche se ripetuti, a volte non viene presa sul serio, e i poliziotti tendono a derubricare i fatti come trasgressione amministrativa. Secondo la sua esperienza, ha detto, capita questo a una donna su quattro. Per questo lui consiglia sempre alle vittime di andare alla polizia accompagnate da un avvocato.

(Red)


Foto duald cc-by

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