Rapporti tesi all’interno della coalizione

Andrej Danko, leader del partito di governo SNS, ha parlato ieri di rapporti tesi all’interno della maggioranza. «Ogni coalizione è come un matrimonio poco prima del divorzio. Sai che stai per divorziare, ma a causa dei bambini è necessario continuare a vivere insieme e comunicare», ha detto. Le tensioni si sono accresciute per la mancanza di volontà di Robert Fico di licenziare il capo dell’autorità di vigilanza del settore energetico (URSO) Jozef Holjencik, e per i rapporti freddi con l’addetto stampa di Fico, Erik Tomas, ha detto Danko.

Fico ha dribblato le domande dei giornalisti, dicendo solo che non vede alcuna ragione di essere nervosi. Secondo Bela Bugar, leader dell’altro partito della coalizione Most-Hid, il nervosismo di Danko è attribuibile al suo essere relativamente nuovo sulla scena politica.

Ieri mattina Holjencik aveva rifiutato di presentarsi in Parlamento dove era stato convocato dal presidente della camera Danko perché giustificasse l’aumento dei prezzi delle bollette energetiche ai consumatori, una questione che ha fatto scandalo nell’opinione pubblica dopo le promesse del governo di mantenere il controllo dei prezzi. Danko in una conferenza stampa aveva detto che non si era mai visto un affronto del genere, e che se il primo ministro continuava a difendeva il capo di URSO questa potrebbe essere la prima crisi della coalizione dopo nove mesi di governo [Holjencik ha poi dato le dimissioni durante un incontro con Robert Fico]. Per sottolineare il contrasto tra i due leader, aveva aggiunto che lui non parlava con Fico da una settimana. Affermazione che Dennik N ha svelato come non vera, perché lunedì si è svolto un consiglio di coalizione, e domenica erano stati insieme ospiti di un talk show politico alla televisione TA3. Qualche manciata di minuti più tardi Danko ha corretto le sue dichiarazioni, e in una nota del partito si comunicava che Danko voleva dire quattro giorni, non sette.

Sulla questione energetica, dunque, potrebbe avvenire lo strappo, con Fico e lo Smer che vorrebbero mantenere lo status quo e Danko che vorrebbe mettere i piedi in un modo o nell’altro dentro le società strategiche partecipate dallo Stato, magari anche ricomprandole dagli attuali azionisti stranieri che le gestiscono.

(Red)


Foto nrsr.sk

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