Logistica ieri e oggi. Parte 3: il Giappone

Non possiamo discutere di Logistica senza accennare all’influenza che il Giappone ha avuto nello sviluppo di questa materia fino ad oggi. L’economia giapponese ha avuto il suo massimo sviluppo nell’ultimo trentennio del Novecento, grazie a filosofie e metodi di lavoro per quei tempi rivoluzionarie e anche difficili da comprendere per noi occidentali.

Si pensi al concetto di “Keiretsu”. Questo termine indica un’associazione fra aziende, ognuna delle quali attiva in settori diversi; i legami fra queste società sono più etici che giuridici, e l’intero gruppo ruota spesso intorno ad una o più banche, così da liberare il Keiretsu da pressioni troppo forti da parte degli azionisti.. Dirigenti estremamente capaci e liberi di agire, quindi, scuole durissime, forte senso di lealtà e dedizione, innovazione ed aggressività negli affari rendono questi Keiretsu vincenti nelle competizioni interne ed internazionali.

Una di queste società, la Toyota, ha dato più di altre un notevole contributo allo sviluppo della Logistica, così come la conosciamo oggi. Gli Stati Uniti, durante la Seconda Guerra Mondiale, avevano applicato un sistema di miglioramento continuo della produzione che, finita la guerra, riusciva a contrastare l’invasione di auto giapponesi. L’allora presidente di Toyota, per poter fronteggiare la forte richiesta del mercato interno ed entrare in competizione nel mercato occidentale, stabilì come obbiettivo un aumento della produttività di almeno il 10% in tre anni. Tutto questo fu reso possibile eliminando ogni forma di spreco e di attività non produttive e rendendo tutta l’organizzazione aziendale molto flessibile.

Questa nuova filosofia aziendale fu poi trascritta in una serie di regole e comportamenti noti come il “Toyota Production System” (TPS), che si basa su un miglioramento continuo dei livelli di qualità, della cultura aziendale, della produttività ed anche della dirigenza (leadership). È da notare che molto spesso la spinta al miglioramento (i “piccoli passi”), venivano dal basso e non solo come input dalla dirigenza. I risultati di questa nuova filosofia aziendale sono stati, come sappiamo, favolosi.

Il termine “Kaizen” compare per la prima volta nel Toyota Production System, ed ancora oggi questi concetti possono essere letti sulla pagina apposita del sito web della Toyota di Georgetown, Stati Uniti. Eliminazione degli sprechi (Muda, in giapponese) in tutte le aree, incluso il processo produttivo; alimentare qualità e sicurezza, rendere i processi più semplici attraverso il loro re-engineering, aumentare la velocità del lavoro e l’efficienza, migliorare costantemente la qualità dei prodotti. Nel 1986, il Kaizen fu descritto ampiamente in un libro di Masaaki Imai, “Kaizen, The Key to Japan’s Competitive Success”, che fu tradotto in 14 lingue. In brevissimo tempo il Kaizen divenne fondamentale in tutto il mondo, forma tuttora materia di formazione manageriale e costituisce uno dei pilastri del successo di una catena distributiva di successo.

(FFW)

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