Italiani all’estero: la Farnesina non può salvarvi dallo stress delle vacanze

Dal sito www.esteri.it – Un console spagnolo a Praga ha deciso di raccontare le ragioni più assurde per cui i suoi connazionali, talvolta, pensano bene di scomodare il consolato. E lo fa dal suo blog (En la ciudad de las cien torres) ospitato dal sito del Ministero degli Affari Esteri spagnolo. Ecco qualche perla: «Buongiorno, posso portare il prosciutto in aereo?», «Avete la pillola del giorno dopo in ambasciata?», «Quale discoteca raccomanda l’ambasciata?», «Nel mio hotel i bagni sono sporchi, che faccio?», «Ho comprato un biglietto dell’opera ma dal mio posto non si vede bene, che mi consigliate?» e così via, in una escalation di deliri che rendono la pagina un concentrato di ineguagliabile comicità. Il viceministro degli Affari Esteri Mario Giro conosce bene il blog del console spagnolo e ancora meglio gli italiani alle prese con i viaggi all’estero. «Capita spesso che i connazionali scambino le ambasciate per delle agenzie di viaggio e per le Asl, confermo. E con questo non voglio sminuire né l’utilità né il ruolo fondamentale del lavoro consolare, ma davvero a volte riceviamo richieste incredibili!», come lo stesso Giro confida in questa intervista pubblicata ieri da Il Fatto Quotidiano.

Quali sono le richieste più frequenti?

Consideri che riceviamo 10.000 segnalazioni l’anno. Le più frequenti riguardano lo smarrimento del passaporto e gli incidenti. C’è stato un periodo in cui, non so perché, ma in Messico a nostri connazionali accadevano continuamente incidenti in moto. Queste però sono segnalazioni canoniche e giuste. Poi ci sono i casi che noi chiamiamo “Chi l’ha visto?”.

Cioè?

Quelli di gente che sparisce perché non vuole farsi trovare. Ci contatta chi cerca magari un parente e a noi tocca l’ingrato compito di spiegare che quel parente è sparito di sua volontà… a volte ci tocca pure fare da psicologi.

Altri casi bizzarri?

Ci sono italiani che il giorno in cui devono rientrare in Italia trovano traffico per l’aeroporto e ci chiamano chiedendo un elicottero, magari in un Paese africano, che vada a prenderli. Capita anche questo.

Un po’ come gli italiani bloccati dalla neve in vari aeroporti a Capodanno.

Gli italiani negli aeroporti sono sempre i più agitati. In Inghilterra se hai atteggiamenti aggressivi all’interno di un aeroporto vieni arrestato. C’è stata un’emergenza causata dalla neve in un aeroporto, quello di Istanbul, che è diventato il crocevia tra Asia ed Europa. Quando un aereo tarda, finisce in coda anche di giorni perché si dà la precedenza agli aerei che arrivano puntuali. È la regola. Inutile agitarsi.

Invece gli italiani si sono agitati eccome.

È un vezzo tipico degli italiani. Se faticano a rientrare da un aeroporto, chiamano i giornali locali e pronunciano la classica frase “Siamo stati abbandonati!”. Vorrei che gli italiani sapessero che gli aeroporti si bloccano anche in Germania o in Inghilterra, non solo da noi.

Secondo lei gli italiani hanno l’esatta percezione della situazione politica dei Paesi in cui vanno in vacanza?

Direi relativa. Noi nel sito della Farnesina e all’Unità di crisi spieghiamo quali sono le aree rosse nel mondo, chiediamo di iscriversi a “Dove siamo nel mondo“. Ma poi non possiamo impedire ai connazionali di andare dove vogliono. In più c’è il problema delle agenzie di viaggio.

In che senso?

Noi indichiamo le zone rosse e i pericoli nel viaggiare in certe aree del mondo e loro si lamentano perché così gli riduciamo il fatturato.

Non la fate mai giusta.

E invece abbiamo una rete consolare enorme che lavora tanto. Pensi che solo in Svizzera abbiamo sei consolati, la Germania ne ha uno solo. Diamo assistenza consolare a tutti e ricordo che in Europa non tutti i passaporti garantiscono assistenza.

Ma è vero che gli italiani si trovano dappertutto nel mondo?

Eccome, anzi, questo va a nostro vantaggio. Succede sempre che in Paesi in cui non abbiamo Consolati o Ambasciate ci sia comunque un italiano conosciuto dalla comunità locale perché si è trasferito e lì ha aperto un’attività. Ecco, lui diventa il nostro gancio e la persona che ci aiuta a risolvere gli eventuali problemi di italiani finiti nei guai.

Un caso strambo recente?

Ultimamente degli italiani ci hanno contattati nel panico dicendo che dei loro parenti erano stati rapiti in Sud America.

E invece?

Invece erano stati arrestati per truffa.

Ecco. Prima di chiamare la Farnesina, assicuratevi che i parenti siano almeno a piede libero.

(Fonte www.esteri.it)


Foto eyedeaz@flickr
Foto will ockenden CC-BY 2.0
Foto PavelJanik@panoramio

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