Brexit: la Corte suprema obbliga al voto in Parlamento

Il governo del Regno Unito non può fare leva soltanto sull’articolo 50 del trattato di Lisbona, ovvero quello che disciplina l’uscita di un paese dall’Ue. Lo ha stabilito la Corte suprema che smentisce il governo May e passa la palla al parlamento, che dovrà pronunciarsi per confermare le indicazioni uscite dalle urne lo scorso 23 giugno, quando il 52% dei cittadini britannici ha scelto la Brexit.

Questa decisione non è del tutto inattesa. Ricalca quella presa dall’Alta corte di giustizia del Regno Unito la quale, il 3 novembre scorso, aveva stabilito la necessità di interrogare il parlamento, decisione impugnata dal premier Theresa May che, dal canto suo, voleva esercitare il diritto di ricorrere d’ufficio all’articolo 50.

Il referendum del 23 giugno ha solo valore consultivo, non è quindi determinante, così come non è determinante la partecipazione dei deputati del Galles, dell’Irlanda del Nord e della Scozia perché, ricorda la Corte suprema, la loro partecipazioni alle questioni del governo britannico è questione di cortesia e non è necessaria per legge.

(Wired.it cc-by-nc-nd)


Foto Fubei/CC0

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