Isis: perso in un anno un quarto del suo territorio

In un anno il Califfato ha perso quasi un quarto del suo territorio, il 23 per cento, secondo uno studio del centro analisi di Londra Ihs. La superficie controllata dell’Isis è passata da 78 mila a 60 mila chilometri quadrati, di cui oltre due terzi in Siria.

Disfatta in Iraq. È in Iraq che lo Stato Islamico ha subito nel corso del 2016 le perdite maggiori, con la cacciata da quasi tutta la provincia dell’Anbar, dalle città di Ramadi e Falluja, e da gran parte della provincia di Ninive, compresa metà Mosul.

Riduzione continua. In Siria l’Isis ha perso il controllo della frontiera con la Turchia attorno a Jarabulus, la città di Manbij, territori a nord di Raqqa. Ma ha riconquistato Palmira e parte del deserto nella provincia di Homs. Già nel 2015 il territorio del Califfato era passato da 90 mila kmq a 78 mila kmq.

Scomparirà nel 2017? Il calcolo considera solo le zone abitate. Con le zone desertiche l’estensione del Califfato passa a circa 120 mila chilometri, 80 mila in Siria. Un superficie pari a quella della Grecia e a quasi metà dell’Italia. Ma l’Isis è stato cacciato da quasi tutte le città importanti. Gli restano solo Raqqa, Deir ez-Zour e Abu Kamal in Siria, mezza Mosul in Iraq. E secondo l’Ihs, nel 2017 potremmo assistere alla sua scomparsa, a patto però di una massiccia operazione di terra in Siria.

Leggi anche:
Iraq, l’esercito annuncia la liberazione di Mosul Est

(Giordano Stabile via La Stampa, cc.by.nc.nd)


Foto: bandiera dell’Isis mostrata da
ufficiali iracheni (al contrario)
[dic 2016] (foto flickr cc-by)

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