Coalizione e opposizione disponibili a parlare di modifiche alle Regioni autonome

In vista della prossime elezioni regionali che si terranno in autunno, un certo numero di partiti in Parlamento è d’accordo sulla necessità di rivedere le norme che regolano l’attività delle otto Unità territoriali superiori (Vyšší územný celok / VUC), ovvero delle otto regioni autonome. Se ne è discusso anche pubblicamente domenica al programma V politike del canale televisivo TA3. Ma mentre i deputati indipendenti Miroslav Beblavy e Katarina Machackova, che vorrebbero cancellare definitivamente le regioni, i partiti della coalizione – Smer-SD, Partito Nazionale Slovacco (SNS) e Most-Hid – si limiterebbero ad abrogare il secondo turno delle elezioni per i governatori regionali, e altri partiti come Libertà e Solidarietà (SaS) e OLaNO, vorrebbero solamente modificarne alcuni aspetti.

Secondo il presidente del gruppo parlamentare SNS, Tibor Bernatak, la discussione sul futuro delle regioni si potrà finalizzare dopo il 2020, e la vice presidente di SaS Lucia Nicholsonova dice che il partito è aperto a una discussione seria ma solo dopo che gli esperti abbiano detto la loro, una posizione su cui ha in gran parte concordato Bernatak e il vice capogruppo di Smer Miroslav Ciz.

Quest’ultimo ha detto che l’iniziativa di Smer e Most-Hid di cancellare il secondo turno delle elezioni dei governatori regionali, una mossa condivisa anche da SNS, è motivata dal tentativo di aumentare l’affluenza alle urne e ridurre i costi delle elezioni. Secondo lui la misura avrà un effetto positivo, ma ha ammesso che le elezioni a turno unico non sono la soluzione definitiva ai problemi delle VUC. La Nicholsonova ha respinto l’idea di poter cambiare le regole pochi mesi prima delle elezioni, previste per ottobre.

Oggi 18 gennaio il leader di Most-Hid Bela Bugar si è detto sbalordito dall’idea di cancellare le regioni, una suddivisione amministrativa che, sebbene esista in qualche modo dal 1949 (ma abolita tra il 1990 e il 1996), nella forma attuale di otto regioni con governo autonomo risale al 2002. «Capisco che viviamo in un’epoca ‘veloce’ e che […] è necessario essere succinti», ha scritto Bugar sul suo blog.«Capisco anche che alcuni politici sentono il bisogno di tirar fuori un colpo di genio al giorno e offrono al pubblico toccasana rapidi e immediati, ma quando un politico che si spaccia come il deputato più produttivo si presenta con l’idea di abrogare di punto in bianco le regioni e senza sostituirle con qualcos’altro, e solo sei mesi prima delle prossime elezioni [regionali  – ndr], io rimango sbalordito», ha scritto Bugar. Le amministrazioni regionali «hanno centinaia di dipendenti, gestiscono scuole, strade, e hanno numerose competenze e responsabilità… Certo le cose non sono perfette, ma l’ultima cosa che ci serve […] è un salto populista nel buio», è l’opinione di Bugar, che invece vorrebbe aprire una seria discussione a tutta la società slovacca, per affrontare la questione con calma e ponderazione, trovando una soluzione efficace e duratura.

(Red)

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