Una slovacca a capo di una missione internazionale simulata per Marte

L’Organizzazione Slovacca per le Attività Spaziali (SOSA), in collaborazione con altri istituti slovacchi parteciperà a una missione simulata su Marte che si terrà negli Stati Uniti. Comandante dell’equipaggio internazionale sarà la presidente di SOSA, Michaela Musilová, selezionata da Mars Society, un’organizzazione americana fondata nel 1998 con lo scopo di promuovere a livello politico l’esplorazione del Pianeta Rosso.

L’obiettivo della missione, ha detto Musilová in una conferenza stampa a Bratislava lunedì, sarà «accertare la possibile sopravvivenza degli esseri umani in una vera e propria colonia su Marte, in condizioni estremamente difficili, simili a quelle che si potrebbero avere su quel pianeta, con cibo, acqua, energia elettrica e ossigeno in quantità limitata. Senza parlare dell’isolamento dal resto del mondo, proprio come se fossimo su un altro pianeta».


Michela Musilova nella missione del 2014 (Foto archivio M.Musilova)

La colonia simulata è costituita da piccoli moduli abitativi del diametro di otto metri, progettati per l’uso quotidiano: ci saranno letti, cucina, spazi per esercizi fisici e per la ricerca, laboratori e un osservatorio. La missione, che avrà una durata di quasi tre settimane, avrà inizio domani 13 gennaio presso la stazione di ricerca Mars Desert Research Station in alta quota nell’Utah, Stati Uniti d’America. L’equipaggio di ‘Marsonauti’ sono sei scienziati provenienti da Spagna, Israele, Australia, Francia, Irlanda e Slovacchia, che dovranno condurre una serie di studi scientifici. Ad esempio, la Musilová farà test di durata dei prodotti naturali destinati a rafforzare il sistema immunitario umano che sono stati sviluppati e prodotti in Slovacchia da piccole imprese innovative in collaborazione con l’Istituto di ricerca de Centro Nazionale per l’Agricoltura e l’Alimentazione. Questi cibi, realizzati con il sostegno del ministero dell’Istruzione, Scienza e Ricerca slovacco, hanno proprietà nutrizionali e curative che potrebbero essere estremamente utili non solo agli astronauti, ma anche a chi vive o lavora in condizioni estreme.

Si potrà uscire dalla stazione ‘marziana’ «soltanto in tuta spaziale», che a dormirci dentro pare di essere in una bara, ha detto Musilová, che non è nuova ad esperienze del genere. Già nel 2014 ha completato una missione simulata nella Mars Desert Research Station.


Musilova col presidente Kiska e il mini satellite SK-cube (FB.com/sofsa)

Suo sogno fin da piccola, del resto, era fare l’astronauta ed esplorare l’universo. Ed è una delle poche persone al mondo ad avere sperimentato sulla sua pelle cosa potrebbe voler dire vivere su Marte (un viaggio, per inciso, che con le attuali conoscenze potrebbe durare otto mesi). Astrobiologa, Musilová è specializzata in estremofili, degli organismi che vivono in condizioni in ambienti estremi, come ad esempio fosse oceaniche o ghiacciai continentali, esseri viventi che potrebbero essere trovati su altri pianeti del nostro Sistema solare. Ha studiato e fatto ricerca presso il California Institute of Technology (USA), l’University College London (UK) e l’Università di Bristol (UK), e ricevuto una borsa di studio al NASA Jet Propulsion Laboratory (USA). Ha collaborato anche a diversi progetti dell’ESA (European Space Agency). E tutto questo a soli 27 anni…!

Michaela Musilová per alcuni italiani è una “vecchia conoscenza”, in quando figlia dell’ex direttore dell’Istituto Slovacco a Roma Miroslav Musil e dell’archeologa Margareta Musilová, ed ha vissuto a Roma alcuni anni con la famiglia.

(La Redazione, fonti varie)


Foto sotto al titolo: marsociety.org

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