Ministro Kalinak: finché ho la fiducia rimango agli Interni. La corruzione è gonfiata dai media

Rispondendo a una domanda in una conferenza stampa dedicata ad altro, il ministro degli Interni Robert Kalinak (Smer-SD) ha detto mercoledì scorso che per ora rimarrà al suo posto, e non si dimetterà. Giravano voci, infatti, che Kalinak avrelle lasciato il suo incarico dopo la fine della presidenza slovacca del Consiglio dell’UE, che si è conclusa a fine 2016.

L’opposizione ha tentato diverse volte di mandare a casa il ministro con numerose azioni, sia voti di sfiducia in Parlamento che una serie di proteste popolari alla fine dell’estate che si sono poi spente senza risultati. La questione rimane il presunto coinvolgimento di Kalinak nei sospetti di frode fiscale di una società dell’imprenditore Ladislav Basternak per diversi milioni di euro. Kalinak poi è oggetto di un’indagine per l’acquisto da Basternak di una partecipazione in una società chiamata B.A. Haus.

Il ministro, che è stato sempre protetto dal suo partito Smer-SD (che recentemente lo ha confermato come uno dei vice presidenti), e difeso dalla coalizione di governo nei voti di sfiducia, ha spiegato che la sua poltrona di ministro dipende dalla fiducia che il primo ministro, i partner della coalizione, e i gruppi parlamentari di maggioranza hanno posto in lui.

«Se dovessi perdere tale fiducia», e me lo si dicesse chiaro e tondo, naturalmente darè le dimissioni dal mio incarico. Questo è in fondo «il destino di ogni uomo politico», ha detto.

Il ministro ha tuttavia detto che ora, una volta concluso il semestre europeo che ha tenuto il suo dicastero molto impegnato, si dedicherà a esaminare casi dello scorso anno che non c’era stato tempo di affrontare e che hanno visto «non solo una distorsione della realtà, ma sono basati su informazioni del tutto inventate, o questioni che sono legali sono state descritte [dalla stampa – ndr] come illegali».

Kalinak si è anche occupato di corruzione, e ha contestato le parole del presidente Andrej Kiska, che nel discorso di capodanno aveva accennato al fatto che molti slovacchi considerano un serio problema la mancanza di volontà dello Stato di combattere la corruzione i modo incisivo. Il presidente, ha detto il ministro, «non dispone di informazioni del tutto accurate»: «Né lui, né io, né altri politici sono degli investigatori. È un errore enorme proiettare nella realtà delle storie che fanno notizia, perché sono false, come è stato confermato nel caso di alcuni scandali», ha detto. La lotta contro la corruzione ha ottenuto negli ultimi anni notevoli risultati, dopo l’introduzione di una serie di misure anticorruzione, e nel 2017 non si vedranno nuove indagini sulla corruzione nelle alte cerchie politiche, perché semplicemente non è accaduto nessun fatto nuovo. «Datemi un esempio di casi di corruzione tra i politici di rango rispetto allo scorso. Ditemene, per favore, almeno uno. Non lo sapete? Non è successo», ha detto Kalinak ai giornalisti.

Rispondendo ai rimproveri di Kiska sul fatto che le indagini in alcuni casi vanno troppo per le lunghe, il ministro ha spiegato che l’indagine non è una competizione e che la polizia ha concluso alcuni casi anche dopo 17 anni. Alcune situazioni hanno bisogno di più tempo, altre di un po’ meno. Il fatto è che dietro al risentimento della gente riguardo alla corruzione ci sono responsabilità da parte dei mezzi di comunicazione. «I media creano un sentimento [negativo] e riportano costantemente casi inventati, distorti o falsi», e questa è una questione che «dobbiamo iniziare a combattere quest’anno» ha detto.

(Red)


Foto vlada.gov.sk

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