Referendum congegno strumentalizzato, servono soluzioni politiche

Il mancato raggiungimento del quorum in Slovacchia per i quesiti referendari del 18 Settembre è stato interpretato come un condizionamento dei cittadini da parte dei partiti, che strumentalizzano politicamente l’astensionismo. Questo accade frequentemente anche in Italia, è un fenomeno che sta irrimediabilmente logorando l’istituto referendario. Siamo di fronte allo stravolgimento democratico che si è prodotto dall’uso strumentale della maggioranza necessaria a validare i quesiti sottoposti all’attenzione dei cittadini.

Nella storia democratica italiana abbiamo visto più volte referendum non raggiungere il quorum, e questo a causa dell’invito all’astensione da una o dall’altra parte politica.  Solitamente gli oppositori dei quesiti referendari decidono di rendere nulla la consultazione “alleandosi” agli astensionisti fisiologici. L’astensionismo fisiologico è già elevato per se stesso e questo mette a rischio il risultato. È un metodo che merita esame dal momento che è diventato quasi una prassi per evitare il confronto in cabina elettorale. Anche in Slovacchia si è aperto un dibattito sulla partecipazione pubblica ai confronti elettorali. Il nostro giornale ha ampiamente riportato le considerazioni della coalizione di Governo e dell’opposizione. Credo sia sufficientemente chiaro che le consultazioni referendarie sono destinate ad essere vane, a meno di incontrare l’accorpamento del referendum ad un’altra consultazione elettorale su scala nazionale, ad esempio le elezioni politiche.

In questa sede non entriamo nel merito dei temi dei referendum e delle strategie intraprese dai promotori o dai contrari, e dalle legittime posizioni di tutti. Ci interessa invece focalizzare il punto centrale, e cioè che c’è ben poco da fare una volta avviato il meccanismo dell’astensionismo. Diventa difficile sottrarsi alla tentazione di sfruttare la scia dell’astensionismo passivo, trasformando il fronte del no nel fronte trasversale dell’astensione. Di fatto dovrebbe essere vero il contrario, ossia che tutto ciò su cui si desidera legiferare direttamente o indirettamente è negoziabile politicamente, moralmente e istituzionalmente, finché rimane nei limiti della Costituzione.

Cosa si può fare pertanto? Molto, ma dipende esclusivamente dalla volontà politica. In Italia, ad esempio, più di qualcuno ha proposto, nel caso di referendum abrogativi, di abbassare il quorum ed alzare le firme necessarie per indirli. Altri si rifanno alla carta costituzionale adducendo che la dignità di un referendum deve perlomeno rispettare le attuali condizioni di quorum. Credo che in uno Stato con circa 4,2 milioni di abitanti aventi diritto al voto come in Slovacchia, e un numero di firme raccolte pari a quattrocentomila, ci sia una proporzione più che sufficiente. È più o meno come se in Italia si raccogliessero 5 milioni di firme.

La dignità del referendum slovacco di questi ultimi giorni è stata più che rispettata a prescindere dall’esito e dalle considerazioni politiche già fatte. In Slovacchia, come nel resto dell’Unione Europea, spetta alla politica studiare eventuali riforme istituzionali per promuovere la partecipazione democratica dei cittadini e la loro fiducia nelle istituzioni, senza il rischio che essa venga strumentalizzata.

(Walter Piacentini)

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google