Perché Gentiloni è già bersagliato dalle bufale

bufal-gentil

Come si poteva immaginare, negli ultimi giorni Matteo Renzi è stato sostituito da Paolo Gentiloni non solo come premier, ma anche come obiettivo preferito della satira online.

Il primo articolo a raggiungere un gran numero di condivisioni è stato quello di Libero Giornale dal titolo Gentiloni choc: “Gli italiani imparino a fare sacrifici e la smettano di lamentarsi”. Seguito a ruota da un altro testo uscito sul Fatto Quotidaino poche ore fa, in cui si legge Governo shock: non ci saranno elezioni anticipate fino al 2020.

Sia Libero Giornale sia il Fatto Quotidaino si presentano al pubblico come siti satirici, ma di fatto sfruttano la somiglianza tra il loro nome e quello di testate giornalistiche registrate per attirare con l’inganno migliaia di click. E il premier in carica (chiunque sia) è spesso la persona più bersagliata, con notizie che vanno dalle (false) tasse sul wi-fi o sulle schede sim alle (inventate) norme sull’aumento spropositato del prezzo delle sigarette o sul divieto di insultare i parlamentari.

Leggendo gli articoli con un minimo di attenzione dovrebbe essere palese che si tratta di totali falsità. Non è plausibile che un presidente del Consiglio appena entrato in carica si rivolga ai cittadini dicendo che “gli italiani devono fare dei piccoli sacrifici quali smettere di lagnarsi sui social e poi fare la fila per comprarsi l’ultimo iPhone, o insultare i protagonisti di #Riccanza per poi fare tavolo in discoteca in 40 per potersi permettere una bottiglia di DonPero.

Risparmiassero 10 euro in più al mese, così potrebbero campare dignitosamente. Basta ipocrisie, sono tutti finti poveri e io sono già scocciato di questo piagnisteo, rimboccarsi le maniche per il futuro del Paese, qualche sacrificio non ha mai ammazzato nessuno, solo così l’Italia tornerà a primeggiare in Europa”.

Allo stesso modo, leggendo il testo sul rinvio delle elezioni al 2020 si trovano nomi di fantasia che sono evidenti storpiature di personaggi reali: dall’intellettuale Ciaco Norrisi al magnate John Porchiy Morgano Manfree, dal giornalista Andrea Screzi al fantomatico autore dell’articolo Alvaro Porfido.

Mescolati a elementi che fanno quasi sorridere, ci sono però questioni sociali su cui – da cittadini – siamo molto sensibili. Su Libero Giornale si parla di crisi economica, della necessità di seguire una politica di austerità, di sacrifici e di finti poveri, mentre sul Fatto Quotidiano si toccano temi come i poteri forti, il rinvio delle elezioni e lo spread. Sono questioni che, anche se nascoste dietro il velo della satira, scaldano gli animi dei lettori, suscitano reazioni indignate e, soprattutto, attirano traffico.

Non a caso nei giorni scorsi molti dei principali siti italiani di debunking (qui, qui e qui) hanno toccato la questione. Da una parte notizie come queste stimolano l’odio in rete e generano cascate di commenti volgari e offensivi sui social, dall’altra sono miniere d’oro per siti che riescono – sfruttando il malcontento – a generare una quantità di traffico spesso superiore di quella dei siti di informazione. Viene da chiedersi, poi, fino a che punto si possa parlare di satira e quando invece si passi a vere e proprie truffe, che includono anche pagine Facebook che valgono migliaia di Mi piace e sono pronte per essere vendute al miglior offerente sotto tutt’altro nome.

Negli anni in cui le bufale online superano le notizie vere per numero di condivisioni, nei mesi in cui la lotta politica si fa anche e soprattutto online, non sarebbe così sorprendente scoprire che dietro bufale di questo tipo si nasconde anche la volontà di influenzare una parte dell’elettorato.

(Gianluca Dotti, via Wired.it cc-by-nc-nd)

 

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google