Ungheria, bocciata la riforma costituzionale anti-migranti

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Il Parlamento ungherese ha bocciato la riforma costituzionale fortemente voluta dal Presidente Viktor Orban per bloccare la ricollocazione UE dei richiedenti asilo in Ungheria: è la prima volta, da quando Orban è salito al potere nel 2010, che viene a mancare la maggioranza qualificata per una riforma costituzionale. All’Ungheria spetterebbero, secondo il sistema quote stabilito nell’UE, 2.940 migranti.

In realtà il provvedimento non è passato per appena due voti: i 131 parlamentari della Fidesz, il partito di destra del premier, hanno votato compatti a favore, ma non sono stati sufficienti a raggiungere i due terzi dell’assemblea necessari a modificare la Costituzione. Secondo gli analisti è stato il partito di destra Jobbik l’artefice della bocciatura, non garantendo i suoi voti a Orban.

Jobbik è una formazione ultranazionalista e xenofoba che, in linea di principio, condivide l’approccio all’immigrazione, ma ha ritenuto incompleta la riforma e secondo diversi osservatori è solo il preambolo alla campagna elettorale in vista delle elezioni del 2018.

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(Andrea Spinelli Barrile, via Blogo.it cc-by-nc-nd)

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Foto: il parlamento ungherese – skeeze/CC0

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