Convegno: formazione per gestire la complessità

Si è tenuto lo scorso 24 Settembre a Bratislava un convegno dal titolo “Il Tempo della Responsabilità – Formazione, Impresa e Globalizzazione”, che ha inaugurato l’attività del Centro di Formazione Italo-Slovacco di Bratislava. La Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) sta assumendo una crescente importanza a livello globale: oggi un’azienda non può più avere l’unico obiettivo del profitto. La vita e l’attività dell’impresa coinvolgono non solo le persone che vi lavorano, ma tutto l’ambiente nel quale l’impresa opera, che deve dunque assumersi la responsabilità che deriva dallo svolgimento di un’attività economica nella società civile, che è formata da persone diverse con bisogni diversi. Questo impegno può portare benefici concreti alla comunità di riferimento per sensibilità ambientale, miglioramento delle infrastrutture, promozione di cultura e formazione, tutela del patrimonio artistico e culturale. Queste azioni possono risultare vantaggiose anche per le stesse imprese, dando loro visibilità, reputazione, competitività.

All’evento, organizzato dal Centro di Formazione con la Camera di Commercio, il Liceo Saru e la società Edas, ha visto la partecipazione tra gli altri dell’Ambasciatore d’Italia Brunella Borzi Cornacchia che ha introdotto i lavori, del senatore Mauro Ceruti e del segretario generale della CCIS Alessandro Villa.

In una società sempre più veloce come quella attuale, globalizzata e informatizzata, hanno convenuto i relatori, i giovani hanno bisogno di imparare nozioni, ma soprattutto dovrebbero far proprie competenze trasversali come elasticità mentale, capacità critica, prontezza di reazione e comprensione della diversità: competenze indispensabili e cruciali per affrontare in modo maturo e competitivo le sfide imposte dalla società e dell’ambiente economico di oggi e di domani.

La complessità dell’ambiente economico ha reso la scuola non più sufficiente per una formazione completa e poliedrica: è necessario ricevere stimoli da ambienti diversi (come quello del lavoro, o quello istituzionale), entrare in contatto con culture di altri Paesi e imparare a comunicare in modo adeguato con una pluralità di individui, e quindi acquisire una forma mentis che permetta di interpretare e valutare situazioni complesse.

Nonostante l’importanza dello studio delle lingue straniere, vero mezzo di conoscenza e scambio culturale, il Centro di Formazione Italo-Slovacco non si fermerà all’insegnamento della lingua italiana in Slovacchia, ma aspira a diventare un ponte culturale tra Italia e Slovacchia e tra ambiente lavorativo e scuola, con un’attività didattico-formativa che possa portare all’attenzione di un pubblico diversificato temi cruciali.

(Fonte italoblog.sk)

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