Fico alla conferenza del partito Smer-SD: abbiamo molti obiettivi, e non siamo in declino

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Chiare prese di posizione pro-Europa, uno stato sociale giusto e forte, bilanciamento tra libertà economiche e diritti sociali, più interesse per gli elettori e una migliore comunicazione con le persone. Questi i punti principali del programma del maggiore partito slovacco Smer-SD spiegati sabato scorso in occasione di una conferenza programmatica a Bratislava, che saranno anche la base di discussione per il congresso del partito nel mese di dicembre e per il nuovo programma politico.

Il leader di Smer e primo ministro Robert Fico ha parlato alla conferenza del futuro del partito, rivendicando quanto fatto fino ad ora e il fatto che Smer non stia perdendo terreno, ma è un «soggetto politico di successo», «che non ha quattro membri e che non è guidato da una persona in passato collegata con la mafia», frasi di attacco dirette a un soggetto preciso dell’opposizione: il partito Sme Rodina di Boris Kollar.

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Fico ha detto che per quanto riguarda l’obiettivo del partito per ottenere un giusto equilibrio tra libertà economiche e diritti sociali, sarebbe necessaria una modifica della Costituzione [che Smer da solo non può ottenere – servono almeno 90 voti-ndr], ma noi cercheremo di «evidenziare i diritti sociali mettendoli in condizioni di parità con i cosiddetti diritti di prima categoria – diritti politici e civili, e certe libertà economiche». Fico punta a vedere il tenore di vita in Slovacchia raggiungere l’85% della media europea entro il 2020, anche attraverso un costante aumento dei salari reali e salari minimi, e una riduzione delle disparità regionali. Secondo Fico, il piano messo in modo dal governo dovrebbe portare a creare 100.000 nuovi posti di lavoro entro il 2020, un numero che so è dimostrato realistico, ha dichiarato, dato che lo scorso anno sono già stati creati 48.000 posti di lavoro.

L’idea che il partito non sia in declino è stata sostenuta con forza da Marek Madaric, uno dei vicepresidenti di Smer, per la terza volta ministro della Cultura. Egli ha detto che ormai da un decennio Smer contribuisce alla stabilità del paese. Ogni tanto facciamo errori e qualcuno dice che la nostra parabola sta per chiudersi. Ma queste cassandre non vedono, ha rivendicato Madaric, che la nostra storia è diversa da quella di partiti come SOP, ANO, HZDS, SDKU, SMK o KDH [partiti un tempo potenti ma poi finiti nel dimenticatoio – ndr]. Noi siamo sempre stati capaci di mantenerci uniti e prendere decisioni che ci hanno aiutato [a superare i brutti momenti]. Questo governo è forte, ed è un buon compromesso, ma è chiaro che non potremo portare a termine alcuni degli obiettivi socialdemocratici che ci eravamo prefissati in questa legislatura. Ma non ci arrendiamo e useremo questo periodo per preparare nuovi programmi per ottenere il sostegno di più elettori alle prossime elezioni.

Venendo alle priorità del partito, Madaric ha spiegato che è necessario avvicinare i salari alla redditività del loro lavoro. Rimane prioritario, ha detto, il nostro impegno a «sostenere ulteriori aumenti del salario minimo nazionale», e far sì che i lavoratori con minor reddito non siano gravati da tasse, contributi e balzelli vari, mettendo in campo un «naturale elemento di solidarietà».

Tra i vari interventi nel corso dell’evento è da notare quello dell’eurodeputata Monika Flasikova –Benova, che ha espresso diverse critiche a Smer e ha detto che il partito, dopo 17 anni di storia, è arrivato a un punto morto. La parlamentare europea, già co-fondatrice di Smer, ha sollecitato se stessa e i colleghi a «essere più concentrati su certi obiettivi, perché termini come “corruzione” e “clientelismo” stanno puntando diritto al nostro partito». Ma io non sono qui, ha sottolineato, per «dire qualcosa che possa danneggiare il partito», Smer-SD è un moderno partito socialdemocratico, e io lo vedo bene nel futuro. «Abbiamo un buon programma, ma questo rischia di soffocare sotto i fallimenti. Spero che saremo in grado di eliminarli», ha detto. Il leader Fico le ha risposto in diretta dicendo che lui interviene nei casi di corruzione e clientelismo non appena vede una ragione valida per prendere provvedimenti: «nel mio primo governo [2006-2010] ho sostituito ben 11 ministri», ha detto.

Secondo il commissario europeo all’Unione energetica Maros Sefcovic (Smer-SD), la Slovacchia dovrebbe usare meglio il Fondo Europeo per gli Investimento Strategici (EFSI), noto anche come il ‘pacchetto Juncker’, che potrebbe essere una ottima fonte «per gli investimenti di cui abbiamo bisogno in infrastrutture e modernizzazione delle strade», come già hanno fatto altri paesi europei. Sefcovic, tornando al tema della conferenza socialdemocratica, ha detto che cresce in Europa il divario tra «alcuni super-ricchi clan familiari e centinaia di milioni di poveri, mentre la classe media, che è sempre stata una fonte di crescita, sta lottando per la sopravvivenza nei paesi più sviluppati». È necessario garantire i diritti sociali, «dare pari opportunità a tutti, rafforzare i diritti dei lavoratori e aumentare il potenziale della forza lavoro», ha detto sottolineando che i giovani meritano la maggiore attenzione.

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All’evento di Smer hanno partecipato anche rappresentanti dei partiti socialdemocratici di altri paesi. Tra di loro anche Sigmar Gabriel, vice cancellerie della Germania, il quale ha ricordato che i socialdemocratici in Europa dovrebbero promuovere idee di libertà e solidarietà, e sforzarsi di dare alla gente comune la sensazione che l’Europa li sta aiutando, in un momento in cui la vita «diventa sempre più difficile» e ci sono «molti disoccupati tra i giovani». La gente ha paura «che l’Europa renderà la loro vita ancora più difficile». Noi dobbiamo fare in modo di dare loro speranza e farli percepire che li aiutiamo, ha detto Gabriel. Abbiamo davanti a noi tre obiettivi principali per l’UE, ha continuato: la pace, la democrazia e il benessere. Ma non sarà però possibile tenere insieme l’Europa se il divario tra ricchi e poveri continua a crescere. Gli stati dell’Unione europea, ha concluso, hanno anche bisogno di più equità e giustizia. Temi questi sui quali si è detto d’accordo anche il ministro della Cultura austriaco Thomas Drozda, aggiungendo che è necessario «fare in modo di stabilizzare i redditi e l’occupazione» e sviluppare una crescita inclusiva e sostenibile, cose che si possono fare con gli sforzi dei socialdemocratici europei, in una Europa comune.

Riferendosi allusivamente alle dichiarazioni del presidente slovacco Andrej Kiska della settimana precedente, il primo ministro ceco Bohuslav Sobotka ha detto che il Gruppo di Visegrad / V4 (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia) non è una fonte di problemi in Europa, ma al contrario sta lavorando per evitare il fallimento dell’Europa. «C’è tutta una serie di problemi in Europa. Il V4 sta agendo nel modo più costruttivo possibile e cerca di aiutare l’Europa a prevenire una totale disgregazione», ha detto Sobotka. I socialdemocratici, ha affermato, possono aiutare a combattere il populismo dilagante tornando a preoccuparsi dei sentimenti delle persone che hanno sempre rappresentato, «le classi di basso e medio reddito, gli impiegati, i piccoli imprenditori, gli anziani e i giovani». Tocca a noi, ha concluso, garantire prosperità e sicurezza, «promuovere la libertà e una democrazia liberale, oggi minacciata da populisti, oligarchi e xenofobi di ogni tipo».

Mentre si teneva la conferenza veniva pubblicato un nuovo sondaggio di opinione, secondo il quale Smer rimane il partito leader ma continua lentamente a perdere consenso. Nonostante questo, l’attuale coalizione di governo (Smer-SD, SNS e Most-Hid) avrebbe ancora la maggioranza in Parlamento, ma con solo quattro deputati di distacco sull’opposizione.

(Red)

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Foto FB/smersd
Foto smertv.s

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